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Pubblicato in: Attualità, La nostra scuola

Noi vogliamo ricordarti così…

Oggi ci ha lasciato il prof. Gaetano Corvo. È stato un terribile colpo che ha sconvolto l’intera comunità scolastica del Liceo Pietrobono. Uno tra i docenti che ha lasciato nella memoria dei propri ex studenti un segno profondo di riconoscenza, indirizzando il percorso culturale di molti di loro. È così, nel modo più autentico e sincero che sono riusciti a trovare, che hanno voluto trasmettere il loro dolore:


Caro professore,
le scrivo come se potessi averla ancora una volta davanti a me per dirle grazie.
Grazie per tutto quello che mi ha insegnato, oltre la matematica ovviamente, molto di più.
Da lei ho imparato che, per quanto la vita ci porti a svolgere un lavoro diverso dalle nostre passioni, si può sempre rimediare.
Ho capito che la musica e, in particolare, suonare il sassofono sono un linguaggio che non si deve trascurare, perché le passioni non vanno abbandonate.
Non dimenticherò mai quando ho avuto il piacere di suonare nella stessa aula di conservatorio con lei e molti altri sassofonisti.
La musica è in grado di unire le persone da sempre e da oggi per sempre, ogni volta che suonerò il mio strumento, rivolgerò un pensiero a lei che, con il suo modello di vita mi ha donato nuove prospettive per il mio futuro…
Forse è la cosa più bella che un insegnante possa donare a un alunno. Grazie e arrivederci!


Alessandro Tolomei


Ciao professore,
Sei sempre stato un uomo che sembrava non volesse avere a che fare con noi: ma chi la poteva biasimare, con una classe come la nostra?
Hai sempre dato il massimo cercando di farci arrivare il tuo messaggio.
E in questi giorni hai combattuto: un mostro di coraggio.
Ricordo il giorno in cui io, triste per un brutto voto, sono stato rassicurato da te, spronandomi a fare sempre meglio e a non abbattermi.
Il ruolo di un professore è quello di essere guida e maestro di vita e ciò che un insegnante scrive sulla lavagna della vita non potrà mai essere cancellato.
Anche tu professore, con il tuo modo di fare distaccato, ci ha insegnato molto.
Grazie professore.


Saad Houdi

Caro Professore,
questa mattina ho appreso la triste notizia della sua scomparsa.
Sono davvero dispiaciuto che una così cattiva sorte sia capitata proprio a lei, un uomo dal cuore generoso e dall’animo gentile, capace di far amare il proprio lavoro ai suoi studenti.
La porterò sempre nel mio cuore.

Lorenzo Bellincampi


Uomo dal cuore d’oro, disponibile e comprensivo che non si limitava solo a insegnare la sua materia, preferendo, con le sue lezioni di vita, farci riflettere e affrontare le tante difficoltà che la vita ci pone davanti.


Francesca Macciocca

Il professor Corvo è stato uno dei pochi professori che ricorderemo per sempre con affetto. Era gentile, onesto sincero. Teneva veramente ai suoi alunni, ce la metteva tutta affinché ognuno di noi imparasse.
Era sempre sorridente e il suo buon umore era contagioso. Parlare di lui al passato è struggente.
Può sembrare scontato dire che non meritava di andarsene così presto, perché nessuno lo meriterebbe, ma è la verità.
Non è giusto.
Purtroppo il destino è molto crudele, ma non ci scorderemo mai di lui perché sarà sempre dentro i nostri pensieri.
Non lo dimenticheremo mai. Riposa in pace.


Con affetto, 2BS

Ciao prof.
… che dire…oltre che un professore, lei è stato un grande maestro di vita, in particolare per me, poiché ci siamo incontrati in un momento di “transito” per la vita di un ragazzo.
Grazie a lei ho capito che non sempre nella vita è tutto “pronto”, che le mete vanno raggiunte combattendo, che bisogna credere innanzitutto in se stessi affinché la vita possa gratificarci. E questo è fondamentale per la crescita individuale.
Avrà sempre una parte del mio cuore alla quale farò riferimento ogni volta che sento di non potercela fare.
Chissà, forse un giorno ci rincontreremo in un’altra realtà a discutere di matematica e a ingarbugliarci le menti.
Chissà…
Intanto le auguro buon viaggio e sorrida come ha sempre fatto!


Michela Rossi

Sono grata che il prof. Corvo abbia fatto parte della mia vita.
L’ho conosciuto dal primo anno e, pur odiando la matematica, adoravo le ore passate in classe con lui, si rideva sempre!
Ricordo quando una volta, sentendomi parlare di attualità, mi consigliò di leggere un libro… ora soffro nel non ricordare quale.
Grazie per tutte le risate e i momenti condivisi prof…
Non lo dimenticherò.

Carol Belardi

La scuola è spenta, i corridoi sono vuoti, le classi troppo mute, al Luigi Pietrobono rimbomba un assordante silenzio.
I corridoi non sentono passi, non sentono urla e non odorano più di caffè della prima ora.
La scuola è vuota e lo continuerà a essere ogni volta che qualcuno tenterà di riprodurre la sua perfetta circonferenza alla lavagna, ogni volta che qualcuno urlerà il numero ‘diciotto’ senza scandire ogni singola lettera, senza le sue grandi mani sul foglio per spiegare meglio i grafici che non mi sono mai entrati nella testa.
Torneranno le urla prima o poi, le classi non resteranno sempre così mute, eppure, una voragine d’assordante silenzio rimarrà, quando, lunedì dopo lunedì non sentiremo più il suo B U O N G I O R N O! lettera per lettera ben scandito o la sua risata: questi giorni lasceranno per sempre una scia di silenzio fra i banchi, le cattedre, le lavagne e i gessetti bianchi che non trovava mai o che erano sempre troppo piccoli.
La scuola è spenta, ma il suo ricordo non lo sarà mai, la ricorderemo in ogni angolo, in ogni sassofono che sentiremo suonare; mi diceva che la musica mi avrebbe sempre seguita anche se avessi smesso di averla accanto: sarà così anche per tutti noi.
Prof, lei continuerà a vivere ogni giornata di scuola con noi anche per me e per gli altri che hanno terminato il percorso al Pietrobono: la terremo sempre dentro, sentendo quasi la sua voce ogni volta che entreremo in quella vecchia scuola o ogni volta che un professore universitario, fallendo, tenterà di fare una circonferenza perfetta, ogni volta che mancherà un gessetto bianco…
Resterà il suo sguardo in corridoio durante una pausa caffè, resteranno i suoi abbracci di conforto, le sue buffe battute, resterà tutto ciò che di lei ci ha regalato.
Le vorremo sempre bene grande prof, mai la dimenticheremo.


Lucrezia Pavia, ex studentessa

Sei sempre stato per tutti noi il giusto antidoto della matematica.
Ti ricorderemo sorridente e con il tuo sassofono in mano, mentre dalla stanza accanto allieterai il nostro dolore con una dolce sinfonia.
La difficoltà nel dire addio non sta nell’azione stessa ma dal vuoto che la persona lascia.


Federico Marucci

Caro prof,
la notizia della sua scomparsa giuntami questa mattina, mi ha scosso.
Non riesco a crederci.
Mi ha portato ad amare la matematica più di quanto la amassi già.
Voglio ricordarla così com’era: un prof dal cuore d’oro, solare e sempre con il sorriso sulle labbra!
Spero che questo mio pensiero le arrivi lassù.
Le voglio bene prof.


Giorgia Iannarelli

Ho ricevuto questa terribile notizia stamattina, proprio mentre mi preparavo per la video lezione di matematica. Appena ho letto il messaggio mi sono bloccata e ho lasciato stare per un attimo tutto quello che stavo facendo.
Così, immobile, travolta da mille emozioni e domande.
Il Professor Corvo mi ha insegnato nei primi due anni del liceo; era un professore stravagante, diverso dal solito professore di matematica vestito in modo serio e con la valigetta in mano…No, lui veniva a scuola con la maglietta di Einstein che faceva la linguaccia, i pantaloni dai colori più eccentrici, rossi o bordeaux.
Lo ricorderò sempre come il professore che, durante la stagione della fioritura del ciliegio, proprio affianco alla nostra finestra dell’aula, scavalcò e uscì fuori con un salto per dare le ciliegie a tutti noi.
Lo ricorderò come il professore che, una volta notato il nostro attaccapanni rotto, uscì dalla classe, rientrò con una cassetta degli attrezzi e lo aggiustò.
Non sono un tipo da 8 a matematica, nemmeno da 7 per essere sinceri, non sono mai andata d’accordo con questa materia, soprattutto al liceo dove si fa molto più difficile rispetto alle medie.
Nonostante questo il professore mi è venuto sempre incontro, dandomi la possibilità di recuperare ogni compito che fosse andato male.
Al terzo anno, poi, abbiamo cambiato professore ma continuavo a vederlo sempre per i corridoi della scuola, sempre con il suo stile bizzarro che continuava ad attirare la mia attenzione.
Ripeteva sempre di voler andare in pensione perché ormai insegnava da tanti anni..
Finalmente era riuscito a raggiungerla, però, purtroppo mio caro professore, non è andata come te la immaginavi…

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Pubblicato in: Tír na nÓg

⋆Scritto nelle stelle⋆

Scuola | Dovresti regolare quella sveglia un po’ prima: come speri di prendere appunti in videochiamata e al contempo preparare la colazione?

Fortuna | Non sei fatto per le restrizioni e le mura domestiche iniziano a starti strette: cerca di non sfogare la tua insofferenza e frustrazione sulle persone che ti sono vicine. I rapporti familiari, in questo modo, potrebbero incrinarsi drasticamente. Perché non farsi da spalla a vicenda?

Amore |In amore, la mancanza porta a nuove consapevolezze, l’impossibilità ad uscire fuori di casa ad essere meno gelosi.

Scuola | La scuola è chiusa, il lavoro da fare è di meno. Non ti adagiare sulle allodole però, lo sappiamo tutti che sei un pigrone.

Fortuna | La Fortuna è dalla vostra parte, ma non approfittatene. Stelle favorevoli in ogni ambito della vita, in pratica avete sbancato!

Amore | Occhio ai social: la quarantena potrebbe far venire a qualcuno voglia di scriverti… chissà, magari non è nemmeno l’ennesimo caso umano.

Scuola| Fidati delle tue capacità, sei formidabile! Anche in questo campo la confusione regna padrona, ma basta un po’ di autostima a risolvere tutto. Perché non andare volontaria alla prossima interrogazione via Meet?

Fortuna| Cerca di rilassarti in queste settimane, stando vicino alla tua famiglia. Riscoprirai come la bellezza risieda nelle piccole cose che abbiamo sempre dato per scontate.

Amore| Sei insicuro dei tuoi sentimenti e del tuo impatto nella vita degli altri. Dacci un taglio, con tutto questo dramma! Smettila con i film mentali e goditi i rapporti senza la paura di rovinarli. Manda quel messaggio e fa’ vedere che ci tieni.

Scuola| Vi manca la motivazione, e i risultati ne risentiranno se continuate così. Mantenete il karma positivo: questo mese le vostre buone azioni saranno ampiamente ripagate.

Fortuna | Alcuni ci pensano troppo, altri non ci pensano affatto! Cerca di essere equilibrato in questo mese, anche se chiedere a un Cancro di essere bilanciato è come chiedere a Morgan dov’è Bugo.

Amore| Questi giorni chiuso in casa ti portano a riflettere sulla tua situazione sentimentale. Se ti manca vedere quella persona e la pensi spesso, potrebbe esserci un motivo…

Fortuna| Le stelle vi regalano tanta energia: forse con la rinnovata voglia sarete finalmente in grado di risolvere la questione che ormai da tempo turba i vostri pensieri.

Scuola| È tempo che i Leoni, un po’ despoti e pretenziosi, smettano di bacchettare i compagni. La prossima cena, una volta passato il pericolo, tocca a voi offrirla a tutti!

Amore| Marzo: mese di certezze. Dopo una lunga e sofferta attesa, finalmente potrete raggiungere quella conferma che attendete ormai da tempo. È giunto il momento: dovrete pazientare un poco (tanto avete tempo), ma presto ogni cosa si risolverà secondo i vostri desideri.

Fortuna| Finalmente hai un po’ di tempo per dedicarti a te stesso e a ciò che ti piace fare. Hai l’energia e la laboriosità di un’ape operaia.

Scuola| A scuola, la pigrizia è diventata la vostra miglior compagna. Ricordatevi di chiudere la fotocamera interna mentre sbadigliate durante le videolezioni: alcuni professori potrebbero non gradire.

Amore| Una settimana a dir poco altalenante dal punto di vista emotivo. Siate risoluti: voltate le spalle al passato e guardate al vostro futuro, infinite strade si aprono per te. Soppesa bene le decisioni ma scegli sempre con il cuore.

Fortuna | Situazione tranquilla anche in famiglia: non temere di parlare ed esprimerti. È il momento giusto per fare pace con qualcuno, ma non farti mettere i piedi in testa.

Scuola | Organizzazione alle stelle. Questo mese per la scuola è d’oro. Sei motivato, deciso e perfettamente in grado di gestire lo stress. Non ti ferma nessuno!

Amore | La distanza mette a dura prova i rapporti, mettendone in luce le difficoltà e le problematiche. Ci sono un po’ di cose lasciate in sospeso, e i sentimenti stanno per scoppiare. Non è detto che i risultati si rivelino negativi.

Fortuna | Avete tanta forza d’animo e voglia di fare, concentrazione fisica e mentale tale da poter intraprendere nuove sfide (come la prima ora in videocollegamento). Mi raccomando: cercate di non imporvi e soprattutto tenete a bada il vostro polemizzare.

Amore | Gli astri hanno tenuto in conto per voi svariate sorprese. Siete affamati d’amore ma anche solo una colazione cucinata dalla mamma non vi dispiace. Vi consigliamo di non tralasciare i problemi che vi affliggono. Piuttosto apritevi e affrontateli, magari con un amico.

Scuola | Marzo è un ottimo mese per migliorare le vostre prestazioni. Vi consigliamo di non dedicarvi solo allo studio ora che siete chiusi in casa, ma anche alle vostre passioni per distrarvi un po’ e sfruttare tutto questo tempo libero.

Fortuna| Sarà una settimana piena di confusione: con la primavera e soprattutto la quarantena giungeranno per voi tanti pensieri. Non pensate di poterli seguire tutti! Un bel respiro, non fatevi prendere dal panico, e supererete tutto.

Scuola| Anche in ambito scolastico, tutto sembra andare all’impazzata. Superate le pagelle, pensavate finalmente di poter tirare un respiro di sollievo: invece no, ci si mettono le videolezioni! Ora vi ritrovate con molti arretrati, perciò rimboccatevi le maniche e studiate!

Amore| In amore, questo è un periodo di stallo, che prelude però ad un momento stabile, per coppie e single. Temporeggiate, distraetevi: date attenzione alla famiglia, intanto che siete in casa.

Fortuna | Marzo si preannuncia come un mese stressante ed intenso. Cercate di non trascurarvi e prendetevi cura di voi stessi con massaggi e bath bombs. Avete tutto il tempo, visto il riposo forzato.

Scuola| È sempre più difficile fare la spesa, e tutto quello che vi resta in casa è frutta di ogni tipo. Prendetela come un’occasione per mangiare in maniera più sana.

Amore| Servendovi della determinazione e la tenacia tipica del vostro segno, riuscirete ad analizzare e affrontare questioni amorose irrisolte che si protraggono già da tempo. Questo tempo vi servirà per mettere in ordine le idee.

Non preoccupatevi eccessivamente: ogni cosa si risolverà.

Fortuna| La fortuna sarà piuttosto altalenante: imprevisti e disastri casalinghi si alterneranno a successi e piccole conquiste (come l’apprendimento dell’arte culinaria in questi giorni) da festeggiare con gli amici a distanza.

Scuola| Sarà particolarmente impegnativa, cercate di resistere ancora un poco nonostante lo stress e la stanchezza: potete superare ogni ostacolo! E poi potete finalmente oscurarvi dallo sguardo inquisitore dei prof chiudendo la telecamera.

Amore| In amore molte domande vi tormentano. È giunto il momento di ascoltare la vostra voce interiore e di mettervi in dialogo con essa, senza avere paura dei vostri sentimenti: soltanto così giungerete alle risposte tanto desiderate.

Fortuna| Con la giusta dose di forza di volontà, potrai finalmente risanare vecchie ferite ed errori del passato. Non ricorrere ai tuoi tipici giochetti, parla apertamente di quello che senti e sarai sorpreso dai risultati. Forse lo schermo dietro i quali siete obbligati a parlare vi aiuterà.

Scuola| In questo mese ti sentirai particolarmente fresco e inspirato, e ciò porterà una ventata di aria fresca alla tua carriera scolastica, nonostante la lontananza fisica. Riceverai i risultati che meriti, che alcune volte potrebbero sorprenderti. Non cedere alla tentazione di sentirti superiore ai tuoi compagni però e resta con i piedi per terra (o nell’acqua, nel caso).

Amore| La buona condizione astrologica di questo mese ti porterà a nuovi incontri e a maturare, dentro di te, nuove consapevolezze. Attenzione, però, all’impulsività: potrebbe portarti a compiere azioni sconsiderate e negative, per te stesso e per gli altri.

Disegni: Danila De Santis
Testo: Elisabetta Bracaglia Morante
Danila De Santis
Francesca Fioramonti
Paola Fontani

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Pubblicato in: Cultura e Intrattenimento, Il Caffè

Siamo tutti un po' Novecento

Foto Stefania Berehoi

Inizio, miei cari lettori, col chiedervi scusa. Questa non sarà, probabilmente, la recensione che avevate immaginato. Mi spiego: di solito uno che va a leggere il commento di un libro si aspetta come minimo che chi lo scrive sia oggettivo, un po’ analitico. Che si parli, insomma, del libro.
Mi dispiace, ma io questo non posso proprio darvelo. Non posso perché non è così che bisogna si parli di Novecento, non se lo merita. E quindi in questa recensione ci sarà un sacco di me, e non me la prenderò se lo riterrete noioso o poco consono e deciderete di fermarvi qui.
Mi scuso anche per gli immancabili spoiler ma, come dicono i grandi filosofi e le serie tv argentine di seconda serata, ti accorgi del valore delle cose quando le perdi, e la fine alcune volte mi sembra un buon punto di partenza.
È un libro di una poesia unica, e mentre scrivo queste parole mi sento sulle spalle lo sguardo di disapprovazione del mio ex professore di filosofia.
Si parla di predestinazione, di mare, di quanto è bella la vita, del dolore insopportabile che provi quando ti senti schiacciato dalla realtà, del peso della scelta, del coraggio che ci vuole ad essere uomini. Si parla di amicizia e di lealtà, del potere della musica e di una bella storia, della guerra (“in culo la Guerra” direbbero Danny e Novecento) e del fatto che vincere non conta, se i cavalli hanno nomi così divertenti.
Il tutto è visto con uno sguardo limpido, spogliato. Novecento non appartiene a questo mondo e neanche all’Oceano. Novecento è il bambino (ragazzo, uomo) che non esiste, perché nessuno lo ha mai registrato all’anagrafe, costretto alle regole umane.
È un lungo monologo, che immancabilmente diventa un dialogo con il lettore. Anche se è Tim a raccontare, il punto di vista di Novecento si infiltra prepotente fra le sue parole, senza bisogno di cambi di prospettiva, che sono rarissimi.
Forse, per parlare, sarebbe il caso di salire sul Virginian, dare un’occhiata veloce al porto e incamminarsi sulla scala. Attenzione al terzultimo gradino, il terzo quando scendi, ci torneremo più tardi.
Arrivati sul pontile potremmo dirigerci dritti per i corridoi di questa città galleggiante e, barcollando, vedere Novecento avanzare diritto come su un marciapiede di città. Vedremmo l’America, che abbiamo sempre avuto dentro.


“Negli occhi della gente si vede quello che vedranno, non quello che hanno visto, così
diceva: quello che vedranno”
.

E il mio beniamino, Platone, non potrebbe che concordare con lui.

Poi scenderemo in terza classe, insieme agli emigranti, e balleremo una musica che non esiste dopo esserci tolti le scarpe, perché qui Novecento suona le note che non sono “normali”, come dice il capitano.

“Suonavamo perché l’Oceano è grande, e fa paura, suonavamo perché la gente non
sentisse passare il tempo, e si dimenticasse dov’era, e chi era. Suonavamo per farli ballare,
perché se balli non puoi morire, e ti senti Dio”
.

Foto Stefania Berehoi


Questo libro è assolutamente commovente. Ti lascia dentro quella sensazione sconcertante che ti fa sorridere di dolore di fronte alla tua limitatezza umana. Mette in gioco tutto, te lo dice in faccia che ci sono uomini infiniti che non sanno vivere nell’infinito che è mondo.
Uomini che, per mantenere la propria infinitezza, devono stare nel finito, e questo ci fa male perché noi ci sentiamo fatti per il Tutto. Noi, che ci sentiamo infiniti e l’infinito lo vogliamo, non riusciamo a stare davanti a qualcuno che incanta la propria umanità, desiderio per desiderio, per restare mortale.
Ci sembra ingiusto, crudele, e allo stesso tempo ci lascia dentro una mesta gioia che non si sa bene da dove venga.
E poi parla di felicità. Noi vogliamo essere felici, tutti, e ce ne dimentichiamo. E non sappiamo come si fa. E non ci riusciamo.
Tim Tooney, il trombettista che ci racconta la storia di Novecento, ci prova anche a denigrarla ma lei è lì, prepotente, a dominare l’intera storia anche con la propria Assenza. “Insomma, tutte le cose della vita, che magari non è immensa, però è anche bella, se solo
hai un po’ di fortuna, e di voglia
” dice Tim.
Banda di cornuti, la via è una cosa immensa, lo volete capire o no? Immensa” risponde il mare.
Ogni volta che ci abbandoniamo ad una vita vissuta per inerzia c’è qualcosa, lì, che ci ricorda che non capiamo nulla. Che la vita è immensa.
Novecento ha la statura dei grandi eroi greci. È in grado di accettare i piani del Fato, azione in cui gli antichi individuavano la Grandezza, e il pensiero mi mette nelle vene una voglia di distruggermi le unghie coi denti e tagliare tutti i fili rossi che riesco a trovare. Ci troviamo di fronte ad una vera e propria tragedia, con tanto di ironia tragica. Noi, inerti di fronte a questo milite ignoto nella battaglia contro la fragilità, a guardarlo come lui guarda la città sconfinata dal terzo gradino.
Quell’immagine, il quadro di lui che lascia cadere il cappello, fermo, io non ho parole per descriverla. Non lo so digitare quello che mi ha messo dentro, non lo so raccontare ciò a cui ho assistito.


Anche solo le strade, ce n’era a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una/
A scegliere una donna/
Una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire/
Tutto quel mondo/
Quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce/
E quanto ce n’è/
Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla quell’enormità, solo a
pensarla? A viverla…


Di fronte a questo testamento di virgole e ripetizioni noi non possiamo fare altro che lasciare i nostri occhi farsi umidi e contemplare quel cuore che potrebbe essere il nostro, se rinunciassimo.
C’è un passo. Novecento ad un certo punto dice “non devi pensare che io sia infelice: non lo sarò mai più”. Leggendolo, ho sperato per un attimo di poter, un giorno, dire la stessa cosa ai miei amici. Ho pensato a quanto sarebbe stato bello guardarli negli occhi mentre li informavo che non ero triste, e non lo sarei mai più stata.
E poi ho pensato a che disastro sarebbe stato. Avrei rovinato per sempre la mia vita, con quella frase. La mia tristezza, come quella di Novecento, nasce dal riconoscermi desiderosa di un Oltre che non posso raggiungere. E questo significa riconoscermi mancante, nostalgica di qualcosa che non ho mai avuto. E mi spinge a cercare.
Allora sei benvenuta Tristezza mia, ti porto con me sempre e ti tengo fra le mani per non farti sparire neanche nei giorni di sole.
Vorrei sedere accanto a Novecento sulla dinamite e dirgli che i suoi pezzi non combacianti non lo rendono rotto e anzi, proprio grazie a questa disastrata e incompleta geometria acquista un valore inestimabile, ad avere il coraggio di farla sua. Sta tutto in quell’Assenza che ti completa e ti finisce, pur lasciandoti incompleto.
Leggendo questo libro ho capito che il cuore dell’uomo è fatto in un solo modo, ma che ogni tanto puoi scegliere.
E io, in piedi sul terzo gradino a contarli da sopra, scelgo di scendere. Magari, perdendosi fra le strade infinite, capita anche di trovarsi, e da qualche parte si arriva.
Spero veniate con me.

Elisabetta Bracaglia Morante

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Pubblicato in: Attualità, La nostra scuola

Che l'avventura inizi!

Foto Stefania Berehoi

Ciao a tutti ragazzi!

In questo momento di assoluta emergenza che interessa il nostro caro Paese, noi della redazione di “EdicoLamia”, vogliamo dare voce, ora più che mai, ai nostri pensieri e alle nostre idee con l’avvio di questo sito. Questo sarà un modo per confrontarci, per continuare a mantenere quella normalità fatta di relazioni e di comunicazione… anche se a distanza, una distanza puramente fisica, ma non certo emotiva!

Non vi nascondiamo la nostra paura di poter deludere le vostre aspettative! Ci siamo comunque fatti coraggio e, proprio come una vera squadra coesa verso il proprio obbiettivo, abbiamo deciso di realizzare il nostro progetto al quale stiamo lavorando da più di un mese. Ci auguriamo che i nostri articoli possano farvi riflettere su diverse tematiche di carattere sociale, culturale ed educativo. Non mancheranno rubriche divertenti e lo spazio dedicato ai vostri commenti e ai vostri suggerimenti che saranno fondamentali per migliorare il lavoro della redazione. Il giornalino “EdicoLamia” è la voce di tutti noi… è la voce del Liceo “L. Pietrobono”!

Contiamo sulla vostra preziosa collaborazione!

La Redazione

Pubblicato in: Attualità, La nostra scuola

Il contributo del Pietrobono e la versione Corvo

Giorni fa, nel bresciano, la Startup Isinnova ha pensato di riadattare le maschere di Decathlon a dei respiratori ormai insufficienti per combattere il Covid-19. La notizia presto si è diffusa attraverso la rete di internet in tutta Italia e, la stessa Decathlon, ha deciso di donare oltre 10.000 maschere da sub.

La società Isinnova ha messo gratuitamente a disposizione tutte le indicazioni necessarie alla costruzione del respiratore usando una maschera da snorkeling. Alla maschera viene collegata un raccordo, la “Valvola Charlotte”, che può essere realizzato grazie a una stampante 3D.

Il liceo L. Pietrobono ha accolto la sfida solidale e si è subito attivato grazie alla professionalità del professor Umberto Carotenuto, all’assoluta disponibilità della nostra Dirigente scolastica e all’intervento immediato della professoressa Emanuela Desiato che, munita di guanti e mascherina, ha fatto in modo che la stampante 3D fosse prelevata dalla sede del liceo scientifico e consegnata agli instancabili volontari della Protezione Civile.

In questo modo il professor Carotenuto ha avuto la possibilità di realizzare la prima valvola Charlotte sul nostro territorio che è stata messa a disposizione dell’équipe sanitaria dell’ospedale San Benedetto di Alatri.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare “a distanza”, tramite l’applicazione di Whatsapp, il professor Carotenuto, docente di Disegno e Storia dell’Arte, esperto nel disegno CAD, per comprendere meglio come sia nata e si sia sviluppata l’idea di realizzare la valvola “Charlotte” – versione “Corvo”, in ricordo del nostro caro professor Gaetano Corvo, vittima del terribile Covid-19.

Professor Carotenuto come le è venuta in mente l’idea di realizzare la valvola Charlotte?

«La valvola è stata progettata da un équipe di medici e makers nell’area di Brescia dove l’emergenza è maggiore. Per via della difficoltà di reperimento dei dispositivi sanitari, hanno creato questa valvola che adatta la maschera di snorkeling ai ventilatori ospedalieri. La mia iniziativa è stata semplicemente quella di mettere a disposizione la stampante 3D della nostra scuola e il know-how che negli anni ci siamo costruiti e quindi provare a stampare queste valvole anche sul nostro territorio nel caso ce ne fosse bisogno in futuro, sperando che ciò non accadrà mai, perché significherebbe che il nostro sistema ospedaliero sarà andato in crisi e non avrà risorse a sufficienza per affrontare l’emergenza».

Quanto tempo ha impiegato nella realizzazione della valvola? Se ne possono realizzare altre?

«Per stampare una valvola ci vogliono all’incirca tre ore e se ne possono creare tre o massimo quattro al giorno con il nostro dispositivo».

Si è messo in contatto con altre strutture ospedaliere oltre all’ospedale San Benedetto di Alatri?

«È la società Isinnova che si è occupata di creare una rete di scambio tra strutture ospedaliere e makers in maniera tale da mettere in contatto direttamente chi stampa le valvole con gli ospedali. È ovvio che con l’ospedale San Benedetto abbiamo un rapporto diretto grazie anche alla Protezione Civile di Alatri che ci ha messo in contatto e si occupa del trasporto dei materiali».

Quale novità ha apportato alla valvola Charlotte? E perché?

«La difficoltà, presente sul nostro territorio, è quella di reperire i DPI, i dispositivi di protezione individuale, che occorrono al personale sanitario per proteggersi dal contagio. Quindi ho apportato delle modifiche che permettono il doppio utilizzo di questa valvola, che può trasformare la maschera in un dispositivo per la ventilazione del paziente, ma nello stesso tempo, montando due filtri antibatterici e antivirali, può diventare un dispositivo di protezione per il personale sanitario.
Questa nuova versione ho pensato di dedicarla al nostro caro professor Corvo. È stata messa in rete e condivisa con tutti sotto il nome di Valvola CharlotteVersione Corvo.
Il file è scaricabile e stampabile da tutti, ed è il risultato di un processo di condivisione, un po’ il vero miracolo di questo periodo che stiamo vivendo, la condivisione di idee e progetti migliorabili da chiunque. Il nostro file può essere aperto da altri, disposti ad apportare modifiche e miglioramenti, per poi condividerlo a loro volta».

https://www.thingiverse.com/thing:4257123

Si fa aiutare dai suoi alunni?

«Purtroppo in questa situazione non è stato facile lavorare insieme ai miei ragazzi, ma li ho tenuti costantemente aggiornati sugli sviluppi della realizzazione della valvola. Non solo! Adesso l’ospedale di Alatri ci ha chiesto di pensare ad altre valvole di cui potrebbero aver bisogno. Ci hanno inviato dei materiali a cui adattare queste valvole e sicuramente, in questa nuova esperienza, cercherò di coinvolgere nuovamente gli studenti».

La nostra scuola riceverà un contributo a livello economico dalla realizzazione delle valvole?

«Ci tengo a precisare che il liceo L. Pietrobono non riceverà alcun compenso! La stampante 3D e i filamenti di PLA, ovvero il materiale plastico con cui si stampano le valvole, è stato fornito dalla regione Lazio qualche anno fa. È tutto materiale che la nostra scuola possiede e quindi lo impiega per la costruzione delle valvole che ha messo e metterà a disposizione delle strutture sanitarie, in primis dell’ospedale San Benedetto di Alatri, qualora ce ne fosse bisogno».

Con il suo preziosissimo contributo, il nostro liceo ha dimostrato che la teoria didattica può diventare buona pratica e rivelarsi così uno strumento efficace per salvare vite umane.

Stefania Berehoi, Erika Mastracco

Pubblicato in: Tír na nÓg

I 15 casi umani che incontrerai nel corso della vita. Prima parte.

Foto Danila De Santis

Nel corso della nostra breve e disastrosa carriera sentimentale abbiamo avuto il piacere di imbatterci in varie categorie di esseri, che si ripropongono, alternandosi, con precisa fastidiosità. Forti di ciò, abbiamo deciso di redigere una piccola lista che avrà la funzione di una guida turistica nel meraviglioso mondo dei casi umani.

Che tu sia maschio o femmina non importa, e non importa nemmeno il sesso da cui sei attratto: non puoi scappare, loro sono ovunque, si presentano in tutte le forme e le attitudini, col solo scopo di farti perdere fiducia nell’umanità.

Segnati i piccoli consigli sul diario e ricorda di non farti trovare impreparato: prevenire è meglio che curare.

Mi raccomando però, non disperare: gli appuntamenti ti offriranno ottimo materiale per aneddoti esilaranti e, come dice T.D. Lemon Novecento, non sei perduto finché hai una bella storia da raccontare.

1. I poeti: dopo mesi di uscite e una tranquilla frequentazione, questi casi umani riceveranno di punto in bianco la benedizione delle Muse. Questo li porterà a cimentarsi nella composizione del loro poema: quello in cui vi lasciano.

Frasi quali: “non sei tu, sono io”, “possiamo rimanere amici”, “non c’è nessun altro per me”, non sono altro che epiteti formulari usati a fini metrici e prosodici.

Little tip: basta non rispondere e ignorare l’immane opera per la quale hanno tanto lavorato: dopotutto siete voi a decretarne il successo con la vostra reazione.

2. I “se io avrei”: la loro capacità di coordinare un congiuntivo ad un condizionale è pari a zero. Vi stupiranno con la loro eloquenza, le loro figure retoriche basate sulle abbreviazioni e la loro totale mancanza di rispetto verso la consecutio temporum.

Little tip: non disperate, a San Valentino potete sempre regalare alla vostra dolce metà un bel dizionario Treccani.

3. I negazionisti: sognatori ed idealisti, questi casi umani non riescono a venire a patti con la realtà. Per loro i punti a fine frase, i visualizzati e i “no” non sono altro che un incentivo a provarci ancora ed ogni giorno ripartiranno all’attacco con i loro cuoricini rossi e soli splendenti. Probabilmente non vi libererete mai di loro, perché se c’è una cosa che i negazionisti sanno fare bene è far venire i sensi di colpa, soprattutto quando, ormai al limite della sopportazione, li avrete bloccati su qualsiasi social network esistente e avrete iniziato a perdere di proposito il bus su cui siete soliti viaggiare entrambi.

Little tip: cambiate identità e comprate al più presto un biglietto per l’Alaska. Non ci sono alternative.

4. I negazionisti pt.2: allo stesso modo, anche questi casi umani sembrano vivere in un’altra dimensione e non rendersi conto della realtà che li circonda. Le serenate sotto casa, le insegne luminose e gli striscioni dagli aerei con sopra scritto “SONO FOLLEMENTE PAZZA DI TE” con loro serviranno a ben poco. Rassegnatevi all’idea che, per quanto possano essere palesi a chiunque, essi non capteranno mai le vostre intenzioni.

Little tip: se l’unico contatto che riuscite ad avere con loro è una fraterna pacca sulla spalla, prendeteli di sorpresa! Non appena poggeranno la mano, voi stringetela e non lasciatela più andare. In alternativa, se conoscete il negazionista in questione già da tempo, parlate apertamente dei vostri sentimenti, in maniera ormai inequivocabile: non c’è nulla da perdere se non un rimorso che vi trascinerete per tutta la vita.

5. I soldati di Cristo: fra gite in chiesa e appuntamenti all’uscita del catechismo, i vostri giorni insieme trascorreranno in lieta santità. Lasciarvi sarà come uno scisma, preparatevi ad essere la nuova Bisanzio.

Little tip: non dimenticatevi mai che “Come devo presentarti al mio prete?” è in realtà il loro modo sui generis per chiedervi di stare insieme.

6. I radical chic: uscire con loro equivale ad una maratona di 24 ore di Mentana compressa in poche e semplici frasi ad effetto. Imparerete di politica (interna ed esterna), sarete sedotti con notizie di psicologia (rigorosamente lette su Instagram) e infine educati all’arte della botanica giapponese.

Little tip: stare insieme a questo tipo di caso umano può assere affascinante e talvolta richiede grandi responsabilità: ricordate, al primo appuntamento, di portare un quaderno per gli appunti.

7. Le Rotatorie: specie di infima categoria, questi soggetti avranno l’ardire di proporvi una relazione aperta. Niente male… peccato che questa si rivelerà essere a senso unico: IL LORO!

Così le Rotatorie saranno libere e felici al contrario di voi, che non potrete mostrare alcun cenno di gelosia e sarete obbligati a rendere conto dei vostri spostamenti in tempo reale.

Little tip: tirate fuori la vostra grinta e mettete in chiaro che nella vostra relazione può esserci, al massimo, un senso unico alternato. Per chi non accetta questa regola c’è soltanto un assoluto divieto di sosta nella vostra vita.

8. Gli uccelli migratori: appena comincerete a pensare ad un progetto a lungo termine, perderete ogni notizia che li riguarda, scoprendo soltanto dopo mesi di silenzio che “qualcosa di serio” non è quello che fa per loro. Al solo nominare la parola “relazione” questi spiegheranno le ali al vento e spariranno nella notte senza lasciare traccia di sé.

Little tip: Al contrario degli uccelli da cui prendono il nome, è anche probabile che questi casi umani vi abbandoneranno d’estate nella prospettiva di tre mesi di libertà, alla ricerca di lidi più ospitali.

Quando ritorneranno, pentiti e pronti a ricominciare, assicuratevi di essere in piena stagione di caccia.

Per oggi è tutto, la seconda parte seguirà a breve e per ricevere le notifiche dei nostri post iscrivetevi!

Elisabetta Bracaglia Morante, Danila De Santis, Francesca Fioramonti, Paola Fontani

Pubblicato in: In cucina con Ophelia

Biscotti al limone primaverili

Ecco qui, Aprile è arrivato portando con sé tutta la sua freschezza primaverile. Cosa c’è di più frizzante ed energico di un limone e del suo odore agrumato? Non saprei rispondervi di preciso, ma so con certezza che i biscotti che sto per proporvi vi piaceranno molto. In inglese li chiamano Lemon Crinkle Cookies, che letteralmente significa ”biscotti crepati al limone”. L’aggettivo ”crepati”, per quanto bizzarro, sta a indicare la superficie finale, ricca di spaccature rese evidenti dal bianco dello zucchero a velo.
Questi biscotti sono amati da tutti, per via della loro semplicità ma soprattutto per la loro dolcezza, accompagnata da un intenso sapore di limone. In questa quarantena fare dolci sta diventando un passatempo davvero rilassante e soddisfacente…per questo motivo seguitemi in questa ricetta semplice e veloce che vi garantirà una buona scorta di biscotti per sfamare tutta la vostra famiglia (così potrete dimostrare loro le vostre doti culinarie!).

Cosa vi occorrerà per la preparazione:
• 1 uovo
• 100g di Zucchero
• 100g di olio di semi di girasole
• 1 cucchiaino di lievito per dolci
• buccia grattugiata e succo di mezzo limone.
• 300g di farina 00
• zucchero a velo
Forno: 180°
Tempo di cottura: 20 minuti

In una ciotola rompete l’uovo e aggiungete lo zucchero, l’olio e un cucchiaino di lievito. Dopo aver grattugiato la scorza di un limone e spremuto la sua metà, aggiungeteli agli ingredienti nella ciotola e iniziate a mescolare. Fatto ciò, cominciamo ad aggiungere una parte della farina poco per volta continuando a mescolare (io utilizzo una forchetta per comodità). Quando l’impasto inizierà a diventare abbastanza solido, ponetelo sul tavolo o sulla spianatoia. Continuate a lavorarlo con le mani aggiungendo man mano la farina rimasta. L’impasto ottenuto dovrà risultare morbido e omogeneo. Nel frattempo ponete in una ciotola lo zucchero a velo e rivestite una teglia con la carta forno. Ora è arrivato il momento di dare forma ai nostri biscotti! Prendiamo parte dell’impasto così da creare delle palline di dimensioni poco più piccole di una noce. Per far sì che abbiano tutte la stessa dimensione, potete formare con le mani un rotolino di pasta e tagliarlo con il coltello in parti uguali. Ora arriva la parte che mi piace di più! Prendiamo le palline e immergiamole nello zucchero a velo, assicurandoci di ricoprile tutte. Disponiamo le palline nella teglia e mettetele in forno pre-riscaldato a 180° per circa 20 minuti.
Io mi diverto a guardare i biscotti che pian piano iniziano a spaccarsi, mentre dal forno inizia a diffondersi una fragranza di limone da far venir l’acquolina in bocca. Assicuratevi che i biscotti siano cotti, facendo attenzione a prenderne uno dalla teglia. Soffiate un attimo e rompetelo. Non dovrà essere troppo asciutto, altrimenti la sua morbidezza si perderebbe! Sfornati i biscotti, lasciateli raffreddare, facendo da sentinella in cucina…non vorrei che qualcuno, rubandoli, si bruciasse la lingua!

Francesca Polidori

Pubblicato in: Cultura e Intrattenimento, Il Caffè

Sofferenza

Quando nasce un fiore qui da queste parti
Così all’improvviso ti colpisce lo ammiri
Ma com’è possibile allora ti domandi
Che cresca del verde in mezzo a dei sassi

Se ne sta lì gracile impotente caduco fragile sottile impaurito
Da un rumore di tuoni un vento prepotente un bambino sveglio con un cesto fiorito.

Quanto ci vorrebbe? A farla finita
A soffocare ogni triste sgomento
Morire d’estate trovarsi su due dita
Senza più piegarsi alla lotta col vento.

Senza contrattare più con la grandine
Per limitare ogni petalo a terra
Senza contare più su quella mantide
Il cui amore è figlio della guerra

Ma ecco d’un tratto mi sposto ad un altro
Sogno che faccio ma qui non sono solo
C’è una famiglia di rondini ed un cacciatore
Che dibattono su quale sia il senso del volo

Per il cacciatore è ostentare l’ebbrezza
Che si prova in aria mortificando chi è a piedi
Per la rondine invece è fonte di salvezza
Per andare oltre i visibili schemi

Ma il cacciatore non aspetta a riflettere
Carica l’arma e ne prende uno in petto
Colpisce il più piccolo che cade piangendo
Tra cespugli di spini che gli fanno da letto

Tutto in bianco e nero non trovo altro colore
Per descrivere al meglio questa fantasia
Il senso dell’uomo è forse nel dolore
Che ti accarezza la schiena al buio della via.
Mi dimeno nel letto che non può fermarmi
È un incubo quella rondine son io come te.
Grondo di sudore, non riesco a svegliarmi
Forse allora l’incubo è reale ma perchè?!

È tornata la falce signori e dottori a ripetere il mietere di spighe indifese
A sfoltire vite sfinite a spezzare cuori
A sconvolgere il sorgere di possibili pretese.

È tornata, signori, è tornata: dannata.
Mi dispiace ora la pace è un punto lontano
È tornata, dottori o non se n’è mai andata?!
Forse è rimasta sulla terra silente, strano?

Forse è una punizione signore non credete
Per le brutte parole che dite con cinismo
-Forse lo merito per un cuore arido
Che si ubriaca d’Io per vomitare egoismo-

Ma perché proprio ora?! Dio se esisti adesso
Rispondi alla mia domanda assetata di vero
Perché corpi ammassati buttati in un fosso
Di quei mille colori dell’uomo quale resta? -Il Nero-

È forse questo un uomo dimmi senza paura
Il cui corpo è martoriato da un male incurabile
E che muore da solo senza alcun familiare
E nemmeno due fiori a dargli degna sepoltura.

Quanto vale un malto?! Spiegatemi la sua colpa,
D’un padre che si è alzato per far mangiare la figlia,
Di un infermiere e un dottore che salvavano una vita,
Di un bambino che voleva solo giocare con quella bambina.

È tornata la falce a mietere spighe
E urla di smetterla con questa caccia all’untore
Son foglie d’autunno queste nostre vite
Non preoccupatevi delle mascherine ma di avere amore.

Davide Fanfarillo

Pubblicato in: Attualità, Dietro le quinte

Coronavirus: cosa succede in Europa?

Via Center for Systems Science and Engineering (CSSE) at Johns Hopkins University (JHU)

L’emergenza COVID-19, ormai, non ha risparmiato nessuno dei paesi del Vecchio Continente. Non importa a quale religione, etnia o stato si appartenga. Di fronte al nemico comune, invisibile ai nostri occhi, siamo tutti sullo stesso piano. Fratelli di sventure.

REGNO UNITO

“Il Regno Unito comprerà da Dyson 10.000 ventilatori per la respirazione”, così annuncia il governo inglese per la terapia intensiva e subintensiva. Al momento il sistema sanitario ne ha a disposizione circa 8.000 dei 30.000 necessari ad affrontare l’epidemia. I ventilatori sono ancora in fase di progettazione e la produzione inizierà tra due settimane.

La strategia dell’ immunità di gregge viene ritirata.
A metterla in discussione sono alcuni esponenti del governo e consulenti scientifici: “È un progetto che necessita di continui assestamenti e di un coordinamento molto raffinato”, spiega lo psicologo del comportamento sociale Ian Donald. “L’idea è gestire sia la parte “innocua” che non corre grandi rischi, sia la quarantena per le persone soggette a complicazioni.”

Lunedì scorso il primo ministro Boris Johnson ha annunciato restrizioni simili a quelle dell’Italia: uscite consentite per assistere un familiare non autosufficiente e fare attività fisica una volta al giorno.
È di venerdì il comunicato che Jhonson ha contratto il virus. Attualmente è in isolamento domiciliare e continuerà a lavorare da casa.

SPAGNA

È stato dichiarato lo stato d’emergenza il 13 marzo dopo che si sono registrati più di 4mila casi. Il Covid-19 si sta diffondendo velocemente e il numero R è equivalente a tre. Neanche il numero dei morti rincuora, ce ne sono più in Spagna che in Cina. Sono stati registrati 7.340 morti e il numero continua a salire. Il 65% dei morti è distribuito in quattro zone: Castilla y León, Castilla-La Mancha, la regione di Valencia e la Catalogna; quest’ultima è stata la prima comunità autonoma della penisola Iberica ad essere isolata.

Questo alto numero ha portato la Spagna a convertire una pista di pattinaggio in un obitorio. Per contrastare il Covid-19 sono state introdotte restrizioni simili a quelle italiane.

FRANCIA

La situazione in Francia è critica: registrati 292 morti nelle ultime 24 ore. Ad annunciarlo il direttore generale della sanità Jerome Salomon; arrivando così ad un totale di 40.751 contagiati e 2.606 morti, divenendo così il 5º paese a superare la soglia dei 1000 morti dopo Cina, Italia, Iran e Spagna.

“Non voglio che ci siano per i respiratori le stesse difficoltà che abbiamo avuto con le mascherine”, esordisce così Salomon, affermando che ad oggi vengono svolti circa 10.000 test al giorno, e questo numero aumenterà nel corso dei prossimi giorni.

Di fronte all’emergenza COVID-19 Macron ha intrapreso una discussione con il leader degli Stati Uniti Donald Trump, da cui non trapelano molte informazioni, è però certo che verranno prese forti iniziative nei prossimi giorni.

GERMANIA

Registrato il 27 Gennaio il primo caso di Coronavirus in Germania, vicino a Monaco. Il governo tedesco inizialmente non ha emanato decreti troppo restrittivi, ma in seguito al drastico aumento dei casi, decide di adottare norme simili a quelle italiane. Scuole chiuse e vietate le visite alle case di cura; seguono chiusura dei negozi non essenziali e bando sugli assembramenti di tre o più persone. Inoltre, sono stati investiti 1100 miliardi di euro per un piano di emergenza.

La cancelliera Merkel ha optato per la quarantena dopo che il suo medico è risultato positivo.

Funzionari tedeschi affermano che il presidente Trump abbia cercato di acquistare dalla società tedesca CureVac un potenziale vaccino. Secondo il quotidiano Welt am Sonntag, l’offerta, di circa 1 miliardo di dollari, stabiliva che gli Stati Uniti avrebbero avuto il solo accesso al vaccino sviluppato dalla società.

Sandra Sarandrea, Alice Latini, Sara Souryal, Raffaella Miele, Gabriela Toma

Pubblicato in: Tír na nÓg

Manuale di sopravvivenza alla quarantena

Ti svegli sempre in ritardo per videolezioni? La tua giornata è ormai un continuo passaggio dal divano alla cucina e viceversa? La smania di tornare dieci volte al supermercato, ora per comprare quell’indispensabile deodorante al cetriolo, ora quell’utilissimo portadentiere, si è impossessata di te?

Se la monotonia e lo sconforto scandiscono la tua quarantena, quest’articolo farà a caso tuo: si tratta di piccoli, pratici, un po’ folli consigli su come passare questo tempo stando in casa (prendendoti così cura di te stesso e degli altri) per scacciare la noia e, magari, scoprire passioni e talenti nascosti…

  1. Trasforma la tua cucina in quella di Masterchef o Bakeoff. Crea e mangia! Scoprirai di avere del talento… o forse no. In ogni caso, le ricette della rubrica di Ophelia sono lì apposta per essere provate.

  2. È giunto il momento di riesumare i regali delle vostre zie di quarto grado: sì, sto parlando proprio di loro, le trousse della Pupa, il terrore (o raramente la gioia) di ogni adolescente a Natale. A forma di dolce animaletto o bambolina inquietante, dotate di mille piccoli scomparti con lucidalabbra fucsia barbie ed ombretti glitterati, giacciono inutilizzate in casa.
    Perché non affinare durante questi noiosi pomeriggi le nostre doti da make-up artist, così da sfoggiare trucchi mozzafiato per il prossimo Halloween?

  3. Allungati, in silenzio, e chiudi gli occhi. Comincia a immaginare.
    Immagina che sei, che ne so, una pescatrice nel regno di Elisabetta I, e che vivi vicino al mare. E allora un giorno arriva un pirata, che non lo dice di essere un pirata, ma tu lo sai da come sorride, e tu che ti sei stufata della tua vita al porto inglese vai con lui, e diventi una corsara. Oppure immagina di essere un ragazzo normale, negli anni 80, e vivi in Francia, e adesso sei su una barchetta sulla Senna a parlare di musica coi tuoi amici stranieri. Inventati una vita, stacci per un po’, e poi pensa a quanto è bello tornare.

  4. Ricomincia i libri che hai lasciato a prendere polvere sulla mensola della tua camera oppure ordinane di nuovi. Sarà un modo per viaggiare anche ora che l’Alitalia ha chiuso gran parte dei voli, di vivere mille vite in una sola.

  5. Non solo Netflix! Cosa può esserci infatti di più affascinante dei documentari di Alberto Angela, a parte Alberto Angela?

  6. Sposta di qualche centimetro tutti gli oggetti in salotto. Anche i mobili se ci riesci. Non se ne accorgerà nessuno, ma tutti quanti continueranno ad inciampare negli spigoli. Consigliamo questo passatempo a persone senza cuore, perché è chiaramente un gesto diabolico.

  7. Per fare attività fisica non è necessaria la palestra. Sconvolgente, eppure è proprio così: basta poco per tenersi in forma anche stando dentro casa, giusto il tempo di scaricare un app di esercizi, mettere una playlist con canzoni di Nicki Minaj o uscire in bici nel vialetto di casa evitando lo sfracellamento (riferimenti a redattrici di Tír na NÓg puramente casuali).
    “Da lunedì vado in palestra” non sarà più una scusa e finalmente smaltirai ciò che rimane, anche a Marzo, del cenone di Natale.

  8. Impara a memoria la coreografia di “Hit me baby one more time”, con tanto di tavolo della cucina come supporto. Metti in atto la tua performance di fronte alla tua famiglia e alla fine fingi un breakdown, per sentirti Britney Spears in tutto e per tutto. Sconsigliamo però di rasarti a zero.

  9. Uscire di casa è possibile solo per necessità, ma se hai un cane puoi portalo a fare un giro fuori. Non ti preoccupare se il terzo giorno, arrivato alla 60esima passeggiata farà finta di dormire pur di non camminare ancora: convincetelo con un biscotto, funziona sempre.

  10. Datti al restauro, ripittura la tua camera, sistema la porta di casa, dai una passata di vernice al muretto fuori… ti sembrerà di esser tornato bambino quando a carnevale tua mamma ti dipingeva di bianco per farti sembrare uno scheletro.

  11. Scrivete delle lettere. No, non delle lettere di addio perché moriremo tutti: scrivete per dimostrare ai vostri amici, fidanzati e parenti che tenete a loro. Sarà carino, e nella vostra camera vi sentirete un po’ come Emily Dickinson — anche se, nonostante la quarantena, sarete sicuramente meno isolati di lei. Approfittate della lontananza per prendere coraggio. Infondo, se è andata bene a Lara in “Tutte le volte che ho scritto ti amo”, cosa potrebbe mai andar storto per voi?

  12. Se già non lo state facendo, godetevi la scuola in pigiama! In un giorno di videoconferenze online, svegliatevi con calma, anche 10 minuti prima della lezione; poi, cercate la felpa o il maglione più presentabile che avete nell’armadio, ed indossatelo: nessuno saprà mai che lì sotto nascondete un pigiama di Topolino.
    Per i più temerari, un bonus tip: se volete, non serve neppure fingere. Rimanete in pigiama, ed evitate di farvi vedere solo disattivando la videocamera su Google Meet. Se provate questo stratagemma, consigliamo di fare le cose per bene e gustare una golosa colazione: in fondo, in qualche modo andranno smaltiti tutti quei dolci che vostra madre continua a sfornare!

Elisabetta Bracaglia Morante, Danila De Santis, Francesca Fioramonti, Paola Fontani

Pubblicato in: In cucina con Ophelia, Senza categoria

Torta al cioccolato per un palato raffinato

La torta al cioccolato è un dolce classico e tradizionale che ha deliziato le bocche di tutti noi ragazzi fin da quando siamo bambini. Immancabile sulle tavole della domenica, nelle merende tra amici o come semplice colazione…non ha mai deluso la nostra golosità!

Per questo motivo ho deciso di illustrarvi come preparare una torta al cioccolato alternativa! Sostituirò la farina tradizionale con la farina di mandorle che creerà una meravigliosa consistenza umida e morbida. D’altro canto mandorle e cioccolato
sono il connubio perfetto per deliziare il palato soprattutto del vostro innamorato, se avete la fortuna, o la sfortuna, di averlo accanto in questo periodo di quarantena. Vi invito a scoprire le magiche proprietà di questi due ingredienti!

Cosa vi occorrerà per la preparazione:
-200 gr di burro
-200 gr di cioccolato fondente
-150 gr di zucchero
-4 uova
-200 gr di farina di mandorle (se nella dispensa avete mandorle a sufficienza,vi basterà tostarle,pelarle
e tritarle fino ad ottenere un composto farinoso)
-50 gr di cacao amaro
-una manciata di mandorle per la decorazione
Forno: 180°
Tempo di Cottura: 35 minuti

In una terrina sciogliete insieme cioccolato e burro a bagno maria, al microonde o mettete la terrina su una superficie calda (io ad esempio l’ho posta sulla stufa) e mescolate finché non si otterrà un composto omogeneo.
In seguito sbattete le uova con lo zucchero in una ciotola e rendete il tutto di un colore bianco e spumoso.
Aggiungete il burro e il cioccolato fusi nella ciotola, mescolando dal basso verso l’alto e, continuando con questo movimento, unite la farina e poi il cacao.

Il composto dovrà risultare omogeneo e corposo. Mi raccomando! Guardatevi le spalle! Ci sarà sicuramente il golosone di turno che vorrà affondare il suo dito nella ciotola!
Dopo aver trasferito il composto in una tortiera foderata con la carta forno, disponete le mandorle in cerchio e al centro formate una foglia come decorazione.
Cuocete la torta in forno pre-riscaldato a 180° per circa 35 minuti.
Controllate la cottura infilando uno stuzzicadenti al centro della torta: se sfilandolo rimarrà asciutto e pulito, la torta sarà cotta.
Lasciate raffreddare la torta. Infine adagiatela su un piatto e decoratela a vostro piacimento, spolverizzandola con zucchero a velo o cacao amaro.
Questo è un dolce che potranno gustare anche celiaci e intolleranti al glutine, per cui…prendete e godetene tutti!

Ricetta e foto: Francesca Polidori

Pubblicato in: Cultura e Intrattenimento, Il Caffè

#IORESTOACASA con Dante

La Commedia di Dante non è solo un riconosciuto capolavoro della letteratura mondiale. È un’opera ancora viva, potente, contemporanea. La Commedia, a 7 secoli di distanza, ci sfida ancora, ma soprattutto ci parla di noi in modi attuali e inaspettati: lo smarrimento, il viaggio, la possibilità di riscatto, il valore della conoscenza, l’approdo possibile alla Felicità…

Era il 25 marzo quando probabilmente Dante si inoltrò per la selva oscura per intraprendere un cammino difficile, incerto, sofferto, ma anche speranzoso, forte dell’amore per Beatrice e di una inoffuscabile luce spirituale. Amore e Luce. Mai Dante, in fondo, disperò di poter “riveder le stelle”…

Ed è sotto l’auspicio delle “stelle” dantesche e con lo stesso desiderio di tornare a respirare aria pura dopo la claustrofobia infernale, che mercoledì 25 marzo 2020 si è celebrato il Dantedì, una giornata dedicata per legge alla celebrazione del nostro maggior poeta, che non è poi soltanto nostro («Dante è il poeta più universale che abbia scritto in una lingua moderna», scrisse Thomas Stearns Eliot nel 1929).

Sicuramente la Commedia non è un testo leggero, né quando lo si studia a scuola né da leggere comodamente in poltrona, però è uno sforzo che bisogna fare. “La verità non si concede ai pigri”, ha scritto qualcuno e lo stesso si può dire della bellezza.

Proprio per la sua importanza si è deciso di celebrare Dante e la sua opera in modo da coinvolgere tutta l’Italia e non solo. A Firenze, città natale del Sommo Poeta, i cittadini erano già pronti con diverse iniziative nel museo degli Uffizi per rendere omaggio al loro illustre concittadino.

A causa dell’emergenza COVID, l’appuntamento è stato spostato sul web dove, su invito della Società Dante Alighieri, abbiamo potuto aprire le finestre e i balconi delle nostre case, insieme distanti, ma vicini nel cuore, per leggere due memorabili terzine del V canto dell’Inferno.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende 
prese costui de la bella persona 
che mi fu tolta; e ’l modo ancor m’offende.       
         

Amor, ch’a nullo amato amar perdona, 
mi prese del costui piacer sì forte, 
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Una leggenda medievale che iniziò a circolare subito dopo la diffusione del “divino” poema diceva che avremmo compreso la Commedia dopo 7 secoli. Forse è proprio così…

Erika Mastracco