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Pubblicato in: In cucina con Ophelia

La zucca e le sue proprietà

La zucca, ortaggio di cui ci occupiamo in questo articolo, è molto versatile, conosciuto sin dall’antichità per le sue innegabili qualità. E’ ricca di betacarotene, utile per la salute di pelle e vista. Grazie alla vitamina C, aiuta la guarigione delle ferite, attenua i dolori articolari, riduce il colesterolo e lo stress.

Si raccoglie tra Ottobre e Marzo, e proprio in questo periodo si può gustare preparata in vari modi, sfruttandola al meglio. Qui ve ne presentiamo alcuni:

GNOCCHI CON ZUCCA, SPECK E GORGONZOLA

Ingredienti per 4 persone:

1 kg di patate

300g di farina 00

1 uovo

Sale fino q.b.

Semola di grano duro q.b.

Procedimento:

  1. Lessate le patate, pelatele mentre sono ancora calde e subito dopo schiacciatele sulla farina che avrete versato sulla spianatoia;
  2. Aggiungete poi l’uovo leggermente battuto insieme a un pizzico di sale e impastate il tutto fino ad ottenere un impasto morbido ma compatto;
  3. Prelevate una parte di impasto e stendetelo per ottenere dei filoni, spessi circa 2 centimetri, per farlo aiutatevi infarinando la spianatoia con della semola;
  4. Tagliate i filoncini a tocchetti e mano a mano che preparate gli gnocchi poneteli su un vassoio con un canovaccio leggermente infarinato, ben distanziati l’uno dall’altro;
  5. Lasciateli riposare all’aria una decina di minuti e poi sarete pronti per cuocerli in acqua bollente ben salata, non appena verranno a galla gli gnocchi saranno cotti e quindi pronti per essere scolati e conditi.

Ingredienti per il condimento:

Sale

Pepe

1 Cucchiaio di olio EVO

Mezza cipolla

300gr di zucca

150gr di speck

120gr di gorgonzola

In una padella grande far soffriggere la cipolla e lo speck fino a renderlo croccante, in seguito aggiungete la zucca tagliata a cubetti e fatela insaporire per pochi minuti poi aggiungete qualche cucchiaio di acqua e portate a cottura, deve diventare morbida e iniziare a disfarsi in modo da creare una crema (puoi aiutarti con l’aiuto di una forchetta).

Aggiungete gli gnocchi nella padella e fateli saltare con il sugo insieme a 2/3 cucchiai di acqua di cottura. Spegnete il fornello, unite il gorgonzola a cubetti e mantecate.

Gli gnocchi con zucca speck e gorgonzola sono pronti per essere gustati, buon appetito!

 

Elena Insalata, Linda Boudur, Elettra Fiorini, Veronica Morganti, Elisa Scardella

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Pubblicato in: Cultura e Intrattenimento, Il Caffè

Vivian Maier: una Mary Poppins con la fotocamera

È il 1956 e una donna con indosso un abito e un cappello che la ripara dal sole, si fa strada nella Chicago del tempo. È accompagnata dai bambini di cui si occupa come tata.
Fin qui potrebbe sembrare una normalissima governante che passeggia con i bambini, ma c’è molto altro. Vivian ha al collo una Rolleiflex professionale.

Con la sua fotocamera Vivian immortala bambini, uomini, donne, scene di vita quotidiana che adesso rappresentano una parte importante della street photography americana.

La figura di Vivian Maier è avvolta nel mistero. Le informazioni sulla sua vita si hanno grazie alle numerose ricerche di John Maloof. La sua scoperta avvenne per caso nel lontano 2007, quando il giovane Maloof comprò un box messo all’asta. Aveva bisogno di materiale iconografico per una ricerca sulla città di Chicago e, da un giorno all’altro, tra gli oggetti e gli abiti custoditi nel box, si ritrovò con più di 100.000 negativi. 

Iniziò a stampare alcune foto e postarle su Flickr, scatenando così l’interesse di molte persone. 

John Maloof non riuscì mai a conoscere la Maier perché la donna morì nel 2009 a 83 anni, lasciando dietro di sé un’opera di profonda e straordinaria umanità.
Vivian, pur essendo consapevole delle proprie potenzialità artistiche, sviluppò poche pellicole e il suo straordinario talento rimase celato a tutti per troppo tempo.

Dalle notizie raccolte sulla sua vita da Maloof sappiamo che nacque il 1 febbraio 1926 a New York da madre francese e padre di origine austriaca. Dopo la separazione dei genitori, avvenuta nel 1929, Vivian rimase con la madre e insieme si trasferirono a casa dell’amica e fotografa Jeanne Bertrand. Probabilmente fu proprio durante quel periodo che nacque l’interesse della piccola Vivian per la fotografia.

Trascorse la sua gioventù tra Francia e Stati Uniti e tornò negli anni 50 a New York dove
acquistò la sua Rolleiflex che si rivelerà un’insostituibile e preziosa compagna di viaggio in tutto il mondo: Nord America, Filippine, Thailandia, India, Yemen, Egitto, Italia e Francia.

La sua opera più prolifica riguarda scatti fotografici che ritraggono le strade e i quartieri difficili di Chicago e New York. Armata di fotocamera e senso dell’umorismo, con la sua goffa andatura e le camicie colorate, Vivian scattava foto alle persone che incontrava, mantenendo una certa riservatezza, grazie soprattutto al modello della fotocamera.

La Rolleiflex infatti le permetteva di scattare ad altezza della vita e le bastava guardare in basso nel mirino per visualizzare la scena. In questo modo la Maier passava più facilmente inosservata e il soggetto, non avendo una fotocamera puntata all’altezza degli occhi, non sempre si rendeva conto di essere fotografato.

Donna attenta a ciò che la circondava, era affascinata dal bizzarro e dal grottesco che è ben rappresentato nei suoi scatti. Le interessava la cronaca, in particolare gli articoli di giornale che trattavano di omicidi e di violenze.

Numerosi sono anche i suoi autoritratti. Ancor prima che nascesse la moda dei selfie, Vivian sfruttava specchi e vetrine per realizzare composizioni originali e curiose, magari un modo per lasciare un’impronta silenziosa nel mondo in cui viveva, nelle storie che raccontava.

Trascorse la vita a immortalare genuinamente i segni che la vita traccia su ogni uomo,
tenendosi in disparte e semplicemente osservando.

Attraverso le sue fotografie si può intravedere una donna che amava tutte le sfumature dell’esistenza, da quelle più macabre a quelle più ridenti.

Una donna schiva e diffidente, resa tale da un’infanzia difficile, caratterizzata dall’abbandono del padre e dal rapporto con la madre, che trovò un modo per esprimere i suoi sentimenti. Fece della fotografia il suo unico linguaggio.

Stefania Berehoi

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Pubblicato in: Attualità, La nostra scuola

Che l'avventura inizi!

Foto Stefania Berehoi

Ciao a tutti ragazzi!

In questo momento di assoluta emergenza che interessa il nostro caro Paese, noi della redazione di “EdicoLamia”, vogliamo dare voce, ora più che mai, ai nostri pensieri e alle nostre idee con l’avvio di questo sito. Questo sarà un modo per confrontarci, per continuare a mantenere quella normalità fatta di relazioni e di comunicazione… anche se a distanza, una distanza puramente fisica, ma non certo emotiva!

Non vi nascondiamo la nostra paura di poter deludere le vostre aspettative! Ci siamo comunque fatti coraggio e, proprio come una vera squadra coesa verso il proprio obbiettivo, abbiamo deciso di realizzare il nostro progetto al quale stiamo lavorando da più di un mese. Ci auguriamo che i nostri articoli possano farvi riflettere su diverse tematiche di carattere sociale, culturale ed educativo. Non mancheranno rubriche divertenti e lo spazio dedicato ai vostri commenti e ai vostri suggerimenti che saranno fondamentali per migliorare il lavoro della redazione. Il giornalino “EdicoLamia” è la voce di tutti noi… è la voce del Liceo “L. Pietrobono”!

Contiamo sulla vostra preziosa collaborazione!

La Redazione

Pubblicato in: In cucina con Ophelia

Le noci, miniera di benefici

Con l’arrivo del freddo c’è un frutto che sicuramente è presente sulle tavole di tutti.
Oggi vi proponiamo alcune tra le mille varianti per come utilizzare al meglio le noci!

Questo delizioso frutto è originario del Medio Oriente ma assai diffuso anche nella nostra penisola, possiede un alto valore energetico e tante caratteristiche nutrizionali.
Le sue foglie sono considerate un ingrediente aromatico degno di nota, spesso utilizzato in cucina (ad esempio per la stagionatura di alcune tipologie di formaggi).
Contengono inoltre proteine, carboidrati, sali minerali, ferro e potassio.

Le noci sono un alimento davvero importante per la nostra salute, una vera e propria miniera di proprietà benefiche. Inserite quotidianamente nella dieta sono in grado di tenere sotto
controllo i livelli di colesterolo ed il rischio cardiovascolare;
L’importante è non esagerare con le quantità: si tratta di un alimento abbastanza calorico che conta ben 650 calorie in 100 grammi. Bastano 3 noci al giorno, da gustare nelle insalate o a colazione con lo yogurt, per coprire il nostro fabbisogno quotidiano di nutrienti essenziali per la salute!

PASTA CON RICOTTA E NOCI, classico della cucina contadina.

Ingredienti per 4 persone:

•Fusilli 320g
•Ricotta 400g
•Gherigli di noci 50g
•Olio extra vergine d’oliva 20g
•Noce moscata qb
•Sale fino qb
•Pepe nero qb

Preparazione:

1. Iniziate lessando in abbondante acqua salata la pasta;

2. Mentre i fusilli cuociono, dedicatevi al condimento: sminuzzate le noci tenendone da parte alcuni gherigli interi per la decorazione finale. Versate l’olio in una padella antiaderente dal fondo largo;
Poi aggiungete la ricotta. Scaldate a fuoco molto dolce e mescolate con una spatola.

3. Stemperate con un mestolo di acqua di cottura della pasta;

4. Con le fruste a mano continuate a rimescolare bene gli ingredienti per rendere cremosa la ricotta. Aggiustate di sale e pepe;

5. Infine aggiungete le noci e amalgamatele al condimento, aromatizzando con la noce moscata.
Scolate la pasta al dente direttamente nella padella con il condimento e amalgamatela agli altri ingredienti, mescolando per 1 minuto ancora.

Ora la pasta ricotta e noci è pronta per essere portata in tavola. Guarnite il piatto con le noci intere e gustate!

MUFFIN NOCI E MIELE, morbidi, profumati e sfiziosi, assolutamente da provare!

Ingredienti per 12 muffin:

•180 g di farina
•60 g di zucchero di canna
•8 gr di lievito vanigliato
•2 cucchiai di miele
•2 uova
•50 g di noci
•50 ml di latte
•50 ml di olio di semi

Tempo di preparazione:
10 minuti

Tempo di cottura:
15/20 minuti

Preparazione:

1. In una prima ciotola mettete tutti gli ingredienti umidi: latte, olio, uova e miele. Mescolate bene.

2. Nella seconda ciotola mettete, invece, quelli secchi: farina, lievito, zucchero e noci tritate grossolanamente. Mescolate.

3. Unite gli ingredienti delle due ciotole e amalgamate alla perfezione.

4. Versate il composto negli stampini per muffin per 2/3 della loro altezza e cuocete in forno caldo a 180° per 15/30 minuti.

CONSIGLIO FURBO:
Se amate i sapori più decisi potete aromatizzare i vostri muffin con un cucchiaino di cannella in polvere. Inoltre, per servirli, potreste decorarli con dello zucchero a velo e dei gherigli di noci.

Buon appetito!

Elena Insalata, Giorgia Mizzoni, Annamaria Denni e Noemi Rossi

Pubblicato in: EcoLamia

La barriera corallina è in pericolo

La barriera corallina è una formazione dai colori vivaci tipica dei mari o oceani tropicali, che ospita moltissime specie di animali.

La più grande barriera corallina nel mondo si trova in Australia, più precisamente al largo della costa del Queensland. Questa vanta un’estensione di 2.500km e varie specie viventi (dai coralli agli animali marini più vari) e può esser vista anche dallo spazio a occhio nudo.

Ma perché ne sto parlando?
Perché a causa delle temperature troppo alte la barriera corallina si sta sbiancando, portando alla morte dei coralli e della fauna che la abita.

Terry Hughes, professore della James Cook University di Brisbane, ha guidato alcune ricerche sulla salute attuale della barriera corallina, confermandone il rapido sbiancamento.

È stata colpita da questo deterioramento soprattutto nel periodo fra 2016 e 2017: nel 2016 è andato perso ben il 27% dei suoi coralli e l’anno successivo il 22%.
Nel 2020 lo sbiancamento è stato di minore intensità, ma più esteso di quelli già citati.

La colpa dello sbiancamento? Lo stress causato dal cambiamento climatico e dall’acidificazione degli oceani, chiamato “stress ambientale”: sotto pressione i coralli espellono le alghe che risiedono dentro di loro e diventano bianchi.

Tutto questo è reversibile?
Sì, possiamo fare ritornare i coralli al loro colore acceso, ma bisogna ristabilire un equilibrio. Se non ci riusciremo questi danni potrebbero essere irreversibili, perché i coralli potrebbero indebolirsi e così contrarre malattie molto più facilmente.
Per aiutare i coralli dobbiamo ridurre le emissioni di gas serra e pensare anche alle generazioni future, che non riusciranno mai ad ammirare la loro bellezza altrimenti.

Emanuela Berehoi

Pubblicato in: Tír na nÓg, Tir na nog

Noi, causa del nostro dolore

L’essere umano ha uno scopo specifico nella propria vita: realizzarsi e ricercare la propria felicità. La felicità, insieme alle continue emozioni e alle passioni che il mondo, la società e le persone ci regalano, ci offre la possibilità di sorridere anche dinanzi a tutte le avversità che generano in noi lacrime e momenti di sconforto. A questa felicità vi si contrappone, però, una condizione contrastante, in cui anche i più forti corrono il rischio di cadere, non riuscendo più a trovare loro stessi o non riuscendo più a guardare la vita con occhio felice e positivo. Ed è qui che subentra il dolore: una condizione che, esattamente come la felicità, caratterizza la nostra vita e spesso la influenza. Quando si parla di dolore indirettamente si fa sempre riferimento al dolore fisico, quello che comporta ferite, malattie o condizioni corporee differenti, ad esempio una disabilità. La domanda sorge spontanea: perché l’uomo è indirizzato maggiormente verso questa visione?


La risposta è molto semplice. Il dolore fisico è evidente e lo si nota facilmente osservando gli altri, tanto che, di fronte ad esso, ci viene naturale sperare di non doverlo mai provare sulla nostra pelle. Ciò che spesso dimentichiamo, però, è che non esiste soltanto il dolore fisicamente osservabile, ma ne esiste un altro ancor più straziante: il dolore dell’anima. Esso è conseguente al nostro stesso essere, alla nostra incapacità di relazionarci, di saper valorizzare noi stessi e di vederci adatti in qualsiasi contesto. Subordinate a tutto questo sono quelle emozioni che cambiano la nostra visione del mondo: la tristezza, la paura, la nostalgia e il rimpianto. Queste sono solo alcune di tutte quelle sensazioni che non si mostrano ma che gridano in silenzio dentro di noi, in quanto l’essere umano tende sempre a nasconderle dietro una delle tante maschere che mostrano tutto meno che se stesso. Al suo interno l’uomo potrebbe morire, e sarebbe capace di non farlo notare. Rimasto solo con se stesso, a quel punto inizierebbe la battaglia più dura, ovvero quella che vede contrapporre la vera personalità del singolo contro quella che si vorrebbe assumere per non sentirsi diversi o inferiori ad altri.
Inoltre, mentre il dolore fisico potrebbe essere considerato, nella maggior parte dei casi, qualcosa di passeggero, in quanto termina e viene poi dimenticato, non si può dire la stessa cosa per il dolore dell’anima. Quest’ultimo è un qualcosa che una volta provato si stanzierà definitivamente nel cuore e nella memoria, pronto a riaffiorare in qualsiasi momento. Ad esempio, in un momento di delusione, possiamo ricordare il dolore che ci ha procurato un vecchio amore e in un momento di sconforto può tornarci in mente una persona cara persa da tanto. Quindi, visto e considerato che il dolore è parte integrante di noi stessi e della nostra vita, potremmo in un certo senso affermare di essere noi stessi il nostro dolore.

Nel processo di socializzazione esistono due tappe fondamentali in cui il dolore gioca un ruolo predominante: l’infanzia e l’adolescenza. In quest’ultima fase, ad esempio, l’adolescente tende a fare di tutto pur di sentirsi inserito e accettato all’interno della società, anche rinunciare alla propria personalità, rischiando in tal modo di farsi sopraffare dal dolore che ne deriva. Ovviamente tutto questo può avere delle ripercussioni sulla felicità futura, compromettendola. Raggiunto uno stato di piena maturità, egli rimpiangerà quel passato ormai immodificabile.

Esempio di ciò è il gruppo dei pari, in cui i ragazzi hanno la possibilità di sperimentare ruoli ed identità differenti, sia nel vestiario che nel linguaggio e nella musica, al fine di allontanarsi il più possibile dal fenomeno dell’emarginazione.

Dal punto di vista letterario, Giacomo Leopardi, uno dei più grandi poeti del 1800 italiano, ci fornisce un’importante e approfondita riflessione sul dolore. L’esistenza del poeta era tormentata da entrambe le tipologie di dolore, sia quello fisico che quello dell’anima. Nelle sue lettere Leopardi più volte descrive il suo stato fisico, la sua malattia e i vari sintomi che lo affliggevano: deformità spinale, disturbi visivi, gracilità, bassa statura e tanti altri, che di conseguenza lo portarono a sperimentare anche un dolore di tipo psicologico, a cadere in depressione. Da qui la teoria del pessimismo storico e del pessimismo cosmico, l’odio per il progresso umano e per l’amore. Il poeta è stato soggetto dell’emarginazione, sia affettiva che sociale, anche da parte della sua stessa famiglia, tuttavia ha trovato nella la poesia la possibilità di dar voce al proprio dolore interiore, quel tipo di sofferenza che spesso sfugge all’osservatore. Ha espresso così nei suoi versi il male di vivere, l’infelicità della condizione umana, andando contro i pregiudizi e gli stereotipi e concependo la sofferenza come un dato immutabile della natura stessa dell’essere umano.

Il dolore è un’esperienza necessaria, inevitabile, che però gli uomini riescono a vivere e a capire fino in fondo solo se in qualche modo protestano, cercando di superarla per uscire da questa condizione.


L’esperienza di Leopardi, così come quella di altre milioni di persone, ci insegna che la sofferenza fisica e quella interiore sono strettamente connesse, l’una specchio dell’altra. Da qui le lacrime, gli attacchi di panico, la mancanza di appetito e di energie: quando la nostra anima soffre, di conseguenza ci sentiamo afflitti e privi di ogni forza, come se stessimo vivendo passivamente solo grazie al nostro cuore che batte e ai nostri polmoni che ci permettono di respirare. Si tratta, però, di un respiro mozzato, pesante, spezzato da ansie, paure e pensieri che risiedono nella nostra anima e la tormentano.
Il dolore è un qualcosa di estenuante, un sentimento che strema, logora e accompagna l’uomo per tutta la vita. Infatti, pur avendo affrontato quell’ostacolo che sembrava insormontabile ed essendosi lasciato alle spalle quel momento doloroso, esso lascerà inevitabilmente un segno impresso nella sua anima.

Tuttavia, l’uomo non se ne devi dispiacere, anzi, ne deve fare tesoro: sarà proprio quel dolore a disegnare e definire una parte della persona che diventerà un domani. Tutte quelle paure, quei non posso farcela, non ne uscirò, non riuscirò mai a stare bene come prima, lasceranno nel cuore un segno permanente e si tramuteranno in lezioni di vita.

Il dolore fa crescere e fa maturare: una volta superato, ci permette di aprire gli occhi e guardare il mondo in una maniera completamente diversa, come se ci fossimo appena risvegliati da tutt’altra parte e ora fossimo in grado di vedere cose verso le quali prima non nutrivamo alcun interesse, forse troppo distratti da angosce e preoccupazioni.
Il dolore, quindi, non deve essere visto come un qualcosa di esclusivamente negativo ma come un’opportunità di crescita e di cambiamento: accogliamolo, viviamolo, impegniamoci ad affrontarlo e poi, semplicemente, godiamoci la rinascita!

Beatrice Baldassarra, Gabriele Sabellico

Pubblicato in: Binge watching, Cultura e Intrattenimento

Elite: serie dall’intrigante fascino

“Elite” è una serie spagnola particolarmente intrigante, in grado di coinvolgere gli spettatori in ogni singolo attimo. A ciò sicuramente contribuiscono i colpi di scena inaspettati, i momenti di grande tensione, ma fa la sua parte anche il gran fascino del cast, che tiene gli spettatori con gli occhi incollati allo schermo.
Finora sono state messe in onda solamente le prime tre stagioni, ma da poco sono terminate le riprese della quarta.

Un merito, in primis, va riconosciuto alla serie: non si avverte alcuna forzatura per portare avanti il più possibile la storia, si dà il giusto spazio ad ogni situazione, non tende quindi ad allungare il brodo pur di fare più puntate possibile.


Il nucleo della trama risiede nella scuola privata “Las Encinas”, in cui tre ragazzi vengono ammessi grazie ad una borsa di studio, provocando così l’astio di molti compagni di classe ricchi, che si considerano “l’elite ” dell’istituto. La maggior parte delle scene della prima stagione consiste in dei flashback, risalenti a prima dell’omicidio di una studentessa, attorno al quale crimine sono condotte le indagini.
Le storie d’amore, le amicizie, i legami stretti nella scuola, ma anche al di fuori di essa, sono forse il vero filo conduttore della serie, infatti abbiamo modi di affezionarci ai personaggi, immedesimandoci in essi, di vivere le loro emozioni, le gioie, le sofferenze, arrivando a gridare contro lo schermo. Le varie personalità della scuola sono estremizzate, non esistono forme di moderazione, tuttavia la serie non ricade nella prevedibilità che ci si potrebbe aspettare e le azioni non sono scontate, svariati, infatti, sono i colpi di scena che animano le vicende.


Al di là dell’intreccio della trama, possiamo osservare come le diverse sfaccettature della realtà, sia quella prettamente scolastica che non, siano affrontate dai personaggi in vari modi: c’è chi lo fa con prepotenza e sicurezza, chi invece vive la vita più passivamente, non privandosi, tuttavia, di ogni momento di svago. Tutte queste personalità sono una delle chiavi vincenti della serie a mio parere, poiché, data l’affinità ai tipici caratteri adolescenziali, capiamo le loro azioni, instaurando una grande empatia, viviamo le vicende con le loro stesse emozioni, paure, desiderando per loro il migliore dei finali.
È una di quelle serie (e non lo dico solo io, è particolarmente acclamata dal pubblico) che si vedono tutte d’un fiato e ve la consiglio vivamente.

Buona visione!

Diego Di Pietropaolo

Pubblicato in: Cultura e Intrattenimento, The jukebox

Il metal in Italia

Più o meno tutti conosciamo i Black Sabbath oppure gli Aerosmith, e tante altre band heavy metal e derivate da più posti del mondo!
In Europa possiamo trovare molti paesi pieni di band metallare, soprattutto la Germania, la Svizzera, la Finlandia e la Norvegia.

Ma conoscete quelle italiane? Cosa aspettate a farlo? Mettete una delle vostre canzoni metal preferite (se siete alle prime armi, vi consiglio “sleepwalker” dei Nightwish, più tardi capirete anche perché proprio questa band) e scoprite il viaggio della musica metal nel nostro paese!
Il metal arrivò in Italia negli anni ’80, ma non fu accolto volentieri dagli italiani. Ciò spinse molti artisti a nascondere la propria identità dietro pseudonimi inglesi. Non siamo mai stati grandi creatori di musica di questo genere, troppo ossessionati dallo scrivere canzoni seguendo le mode del momento, ma ciò non ha impedito di creare delle canzoni indimenticabili.

Vanexa

Una delle prime vere band metal italiane fu quella dei Vanexa, sorta a Savona, in Liguria, nel 1978. Il 21 maggio 1983 i Vanexa parteciparono al rock in a hard place festival, tenutosi a Certaldo, come headliner. La band ha ottenuto un grande successo, ma ha pubblicato solo quattro album:

  • Vanexa (1983)
  • Back from the Ruins (1988)
  • Against the Sun (1994)
  • Too heavy to fly (2016)

Un anno fa, esattamente il 7 gennaio 2020, è uscito l’album Strategy di Pier Gonella, famoso chitarrista dei Vanexa ed e altre band tra cui i Necrodeath e i Mastercastle.

Crown of Autumn

I Crown of autumn furono una band nata a Milano nel 1996, come progetto di Emanuele Rastelli. Lo stesso anno la band fece uscire l’album The Treasures Arcane, ma dopo poco si
sciolse, per poi riunirsi, sorprendentemente dopo ben tredici anni, cambiando cantante, da Balconi a Girardi. Nel 2011 uscì il loro secondo album: Splendours from the dark. Nel 2013 annunciarono la creazione del terzo (e, per quel che sappiamo, ultimo) album Byzantyne Horizons , che fu rilasciato nel 2019.

Gli Strana Officina a Roma

Strana Officina

Creata nel 1975 a Livorno, gli Strana Officina, furono una delle band apripista dell’heavy in Italia. La band ha scritto solo un album prima dello scioglimento nel 1995. Si tratta di Rock&Roll prisoners (1988). Anche loro, dopo un periodo di pausa, tornarono, e sempre dopo alcuni cambiamenti nei membri del gruppo, fecero uscire due album:

  • Rising to the call (2010)
  • Law of the jungle (2019)

NdA: Sono, sinceramente, tra i miei preferiti delle band italiane.

Aborym

Nati nel 1992 a Taranto; hanno ottenuto un buon riconoscimento internazionale tanto da fare diverse collaborazioni, in particolar modo con gli Emperor, una band Norvegese.
Cearono ben sette album, annunciando recentemente l’ottavo, in usicta per il 21 Febbraio di quest’anno.

  • Kali Youga bizzarre (1999)
  • Fire walk with us (2001)
  • With no human intervention (2003)
  • Generator (2006)
  • Psychogrotesque (2010)
  • Dirty (2013)
  • Shifting negative (2017)

Lacuna coil

La band italiana metal che ha fatto più successo all’estero fu quella dei Lacuna oil, conosciuta anche con i nomi di Sleep or right ed Ethereal, denominazioni che ebbe, rispettivamente, tra il 1994 e il 1995 e tra il 1995 e il 1997. Il gruppo è stato formato nel 1994 a Milano, due anni prima dei Crown of autumn.

Considerati da alcuni fan la versione italiana dei Nightwish (anche se quest’ultimi molto più famosi e originali) fecero uscire ben 9 album!

Nel 2006 furono inoltre nominati per il MTV Europe Music Awards.

  • In a Reverie (1999)
  • Unleashed memories (2001)
  • Comalies (2002)
  • Karmacode (2006)
  • Shallow Life (2009)
  • Dark adrenaline ( 2012)
  • Broken crown halo (2014)
  • Delirium (2016)
  • Black anima (2019)
Lacuna coil, Marzo 2017

Non vorrei appesantire troppo la lista, quindi mi limiterò a nominare soltanto le altre band metal italiane a cui potreste dare un ascolto: Extrema, Cripple Bastards, Novembre, Bulldozer, Sadist, Necrodeath,Opera IX, Ephel Duath ed infine IN.SI.DIA.

Una piccola precisazione? L’heavy metal è detto anche comunemente solo “metal”; ma i due termini non sono la stessa cosa! Il termine metal viene usato per descrivere tutti i generi derivanti dall’heavy metal, mentre il termine heavy metal viene usato propriamente per indicare tutte le band simili agli album degli anni 80s .

Natalia Michalak

Pubblicato in: poesiando, Tír na nÓg

Senza te

Senza di te mi sento come fossi turbato.
Senza di te posso dimenticare tutto
Tranne che di poterti abbracciare:
la mia vita sembra che si fermi lì,
Immobile,come una pietra..
Mi hai preso a fare parte di te.
Ora ho la sensazione come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l’anima
Con un potere cui non posso resistere;
eppure non posso resistere finché non ti rivedrò;
e anche dopo che ti avrò visto
mi sforzerò di riuscire a ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Io sono egoista.
Non riesco se non ci sei te.

Emanuele Calicchia

Pubblicato in: NOI

Com’è che ci si sente?

Com’è che ci si sente quando tutto fuori è limpido? Quando fa freddo, non c’è vento, ma il cielo sembra disegnato con un colore pastello.
Com’è che ci si sente quando rientri a casa e vorresti solo uscire di nuovo? Quando non ti basta più stare chiusa tra le solite quattro mura, quando quelle quattro mura non ti proteggono più. Tu lo sai, come ci si sente? Quando vuoi solo scherzare, andare ovunque estare bene. Tu lo sai? Perché io no, non più.

Hai strappato dal mio petto la parte più fragile del mio cuore, hai portato via la parte più sensibile di me. Tu, mi hai portato via.

Hai portato via tutti quei sorrisi, quelle fotografie fatte ai fiori del giardino appena sbocciati, quegli occhi emozionati da qualunque cosa.

Tu, sei stato tu a portarli via. Quelle risate davanti lo specchio anziché odio verso me stessa, la voglia di vestirmi bene. Tu, tutto questo me l’hai portato via.

Com’è che ci si sente quando la terra sotto ai piedi si trasforma in un vortice?
Com’è che ci si sente quando si vuole solo dormire e non esplorare il mondo come una bimba alla ricerca delle sue caramelle?
Com’è che ci si sente a sentirsi cambiati, a sentirsi sbagliati? Quando un fiore che muore ha lo stesso valore di un raggio di sole, quando si preferisce un bouquet di spine alle rose rosse.
Perché io questo lo so, so com’è che ci sente.

Syria Costantini

Pubblicato in: Attualità, Macusa, W.A.P.

La terra degli elfi: solo chi ha cuore può vedere

Song co-reading

Quale posto migliore dall’Islanda per perdersi in una natura incontaminata e suggestiva che sembra quasi comunicare con gli umani attraverso una lingua sconosciuta, ma percettibile a chi, di questa terra, ne ha compreso lo spirito?
L’Islanda è la terra degli Huldufòlk, termine con cui vengono denominati gli elfi, non solo
sostanza di leggende e favole illustrate per i bambini. L’esistenza di questo popolo nascosto è infatti parte integrante della cultura islandese, radicato nel rispetto del mondo naturale. Le persone non sanno bene da dove provengono questi essere né quanti ce ne siano, ma sono a conoscenza del fatto che gli Huldufólk amino danzare, sposarsi e fare festa.
La leggenda prende origine dal paganesimo nordico e dagli antichi Dèi norreni che, come Thor e Odino ci hanno insegnato, fondavano il culto della religione Asatrù.
Il popolo nascosto degli Elfi dimora all’ombra dei campi di lava o nelle fessure delle rocce,
dove gli uomini islandesi hanno costruito casette di legno aventi porte, finestre e persino
cassette delle lettere, così da poter garantire una convivenza serena tra uomini e altre creature della terra. Il popolo islandese, per assicurare la pace tra gli abitanti dell’isola, è solito lasciare del cibo, monete o altri regali per gli elfi e i loro banchetti, fuori dalla porta di casa. Rimanendo in tema logico-cronologico, durante il Capodanno, la gente del posto illumina l’intero perimetro della propria abitazione con candele e lumini per aiutare gli Huldufólk a trovare la strada verso le terre di cui si approprieranno con l’arrivo del nuovo anno.

La leggenda vuole che gli elfi fossero figli di Eva, madre di tutti gli uomini. Sempre secondo questa, un giorno Dio annunciò ad Eva che sarebbe andato a cena da lei per conoscere tutti i suoi figli e questa, da buona madre , iniziò a lavare e preparare i figli per l’evento, ma, poiché erano tanti, non riuscì a fare il bagno a tre di loro. Per non mostrarli
davanti a Dio in disordine, li così nascose nell’armadio. Durante la cena, Dio chiese a Eva se quelli che sedevano nella stanza fossero tutti i suoi figli e la donna asserì risoluta, ma Dio, onnisciente, proferì: “Ciò che è nascosto a Dio, sarà nascosto per sempre anche agli
uomini!”. Eva corse disperata all’armadio, ma lo trovò vuoto: Dio aveva reso invisibili i tre
bimbi agli occhi degli uomini, i quali chiamarono queste creature invisibili alfàr.

Ogni buon islandese ha, per questo motivo, ben tre casette in giardino per ospitare gli alfàr figli di Eva, affinché la loro vicinanza sia di aiuto e di buon auspicio per la famiglia.

La leggenda narra anche che, affinché quei bambini, invisibili, non fossero calpestati,
Dio diede loro le ali, affinché potessero spiccare il volo in fretta al minimo pericolo. Essendo gli elfi molto affezionati a Dio, furono loro concessi molti altri doni che gli uomini comuni non possedevano: potevano parlare con i fiori, con gli animali, trovavano sempre cibo per saziarsi e vivere in buona salute.

Naturalmente i piccoli elfi invisibili crebbero ed ebbero dei figli, che a loro volta ebbero altri figli. Facevano del bene agli uomini senza farsi vedere, anche se talvolta si divertivano a far loro qualche scherzo.
Mentre gli uomini sfruttavano la terra, gli Elfi diventarono gli spiriti della natura e talvolta intervenivano per contrastare le azioni degli uomini irrispettosi verso di essa.
Questi eterei esserini si manifestano di rado: non hanno molto spazio sulla terra per eseguire le loro danze e per celebrare i loro riti; sono sempre in grado di vedere gli uomini mentre noi possiamo vedere loro soltanto quando loro stessi lo consentono.

Altro sull’Islanda

“Fata Morgana” è il fenomeno ottico più noto in Islanda, possibile grazie alla straordinaria
limpidezza dell’aria. Cos’è? Si tratta di un tipo di miraggio frequente nelle zone artiche che si verifica quando l’aria calda, a contatto con l’acqua fredda, causa rifrazione. L’effetto sorprendente consiste nella possibilità di vedere proiettate sulla linea dell’orizzonte isole, foreste e navi in punti dove non c’è assolutamente nulla.

A marzo e a ottobre, è possibile assistere allo spettacolo dell’aurora boreale, caratterizzata
da colonne ondeggianti di luce verde o rosa; il fenomeno avviene per la reazione tra le
radiazioni solari e il campo magnetico terrestre delle regioni polari. La spettacolarità di
questa luce che ondeggia e rischiara la notte polare ha fatto nascere suggestive leggende:
l’aurora boreale sarebbe prodotta dai salti e dalle capriole dei bambini mai nati o dai morti.

Federica Tassa, Rebecca Diana Passeri, Lorenzo Satta, Elena Fagiolo, Martina D’Alatri

Pubblicato in: poesiando

Dimenticare tutto

Per la prima volta, mi sono sentito importante per qualcuno,

Tu che in così poco tempo sei diventata per me molto,

Io che in tutto questo tempo di persone come te,
non ho trovato nessuno,

Sarei capace di dimenticare tutto, tranne che del tuo volto,

Non vedo l’ora di rivederti, anche solo per un istante,

Solo per dirti che per qualcuno sei molto importante.

Pubblicato in: Cultura e Intrattenimento, The jukebox

Rino Gaetano: sognare la vita, vivere un sogno

Sognare la vita, vivere un sogno, cantare per non vivere niente.
Immagina di essere un adolescente degli anni ’70, ti guardi attorno e vedi un mondo che ha disperatamente bisogno di cambiare, ma cosa puoi fare? La voce di un adolescente non cambia il mondo, purtroppo.

La classe politica, come da tradizione, non soddisfa gli elettori, giochi di palazzo, coalizioni tra partiti di ideologia completamente differenti al solo fine di ancorarsi ad una poltrona… persino l’arte si uniforma alla massa, perdendo così la sua stessa funzione.

Poi, in un negozio di dischi, trovi un 33 giri che non hai, “ingresso libero”, di un certo Rino Gaetano. Per pura curiosità decidi di comprarlo, corri a casa, lo metti sul giradischi e…
Ci sono persone pagate per dare notizie, altre per tenerle nascoste, altre per falsarle. Io non sono pagato per far niente di tutto questo”.


Salvatore Antonio Gaetano (Crotone, 29 ottobre 1950 – Roma, 2 giugno 1981), in arte Rino, è stato molto più di un cantautore, è stato la voce dei giovani, degli oppressi, degli emarginati, della gente vera, insomma, negli anni ’70.
Snobbato in vita, come succede spesso ai più grandi, da almeno la metà delle persone che dopo la sua morte si dichiararono suoi fan sin dagli esordi.
Fortemente ironico, nei suoi testi propone uno spaccato della vita quotidiana dell’italiano medio, il lavoro, il salario che non basta mai, l’ecologia, la malavita, gli eccessi, la cocaina, e lo fa con nonchalance, come se stesse commentando i risultati della partita del Crotone al bar. Ma la libertà si sa, ha dei limiti, almeno nel Bel Paese, perciò diverse sue opere furono deturpate dalla censura, ma lui non si è mai scoraggiato, arrivando, in uno dei suoi brani più rappresentativi, “Nuntereggaepiù”, a fare nomi e cognomi.
Orgogliosamente meridionale, non si risparmia nel dedicare autentiche canzoni d’amore al sud e per questo, ovviamente, venne criticato dalla stampa del tempo. Essere un calabrese a Roma non era (né lo è ora) certo uno scherzo.

Si trova così a doversi confrontare con il problema dell’emarginazione, e conoscendo i bassifondi di Roma e non facendone mai mistero, nasce l’album “Mio fratello è figlio unico” del 1976; questo disco è senza dubbio tra i più rappresentativi del suo repertorio, contiene canzoni come “sfiorivano le viole”, “cogli la mia rosa d’amore”, “berta filava”, e la sempre attuale “La zappa… il tridente il rastrello la forca l’aratro il falcetto il crivello la vanga” in cui invita gli esponenti dell’alta società a dedicarsi alle attività agricole, senza dubbio più produttive dei loro discorsi ricchi di parole ma poveri di senso.

Partecipò inoltre al festival di Sanremo ’78, aggiudicandosi il secondo posto con la canzone Gianna, mentre il primo posto spettò ai Matia Bazar con la bellissima Vacanze Romane.

Gianna, senza dubbio la sua canzone più famosa, eppure, la meno amata da lui; penso (o almeno spero) che chiunque tra voi lettori l’abbia sentita, anche per puro caso, almeno una volta nella vita. Chi ha provato a darne un’interpretazione si sarà certamente trovato dinanzi ad un muro. Cosa mai significa questa canzone?

Lo spiegò Rino in un’intervista:“Sanremo non significa niente e non a caso ho partecipato con Gianna, che non significa niente.”


Ecco svelato il mistero: non significa niente, ennesima riprova che al pubblico basta un bel motivo da canticchiare per giudicare bella una canzone, e quindi lui, come fecero successivamente i Nirvana, non ha scritto una canzone, ha solo unito parole e musica, senza un significato.

Ad oggi, la musica di RG (come egli amava firmarsi) viene portata in tour da moltissime cover band, una delle quali, la Rino Gaetano Band, ha il privilegio di avere come frontman suo nipote Alessandro, figlio della sorella Anna.

Rino ci ha lasciati il 2 giugno 1981 a causa di un incidente stradale. Aveva solo 30 anni, ma ha lasciato un solco indelebile nella musica a livello mondiale. Ora riposa al cimitero del Verano a Roma, dove i suoi fan lasciano ogni giorno biglietti e, i più creativi, scrivono versi delle sue canzoni sulla lapide: non demonizziamoli, lui avrebbe voluto così, perché in fondo lì c’è solo il suo corpo, lui è nel cielo che, grazie a lui, è sempre più blu.

Alessandro Neccia

Pubblicato in: dae-won

The youngest… Alphabet!

When thinking about korean alphabet, one may not think of it as the youngest alphabet in the world!

It was originally created in the mid fifteenth century by king Sejong. King Sejong is best known as the inventor of Hangul; the script was completed in 1443 and published in 1446.

Before the 15th century, the Hanja system was used. It consisted of Chinese characters brought from Chinese and Buddhist literature.

King Sejong was a true patriot and he believed that Korea needed its own alphabet, something completely different. As he himself declared: KISS. Keep It Simple Stupid. The new alphabet needed to be straightforward, reflect the sounds of its spoken words.

Many Korean elite initially despised the introduction of Hangul. Many were worried that Hangul would diminish Korean’s value. Despite all of this, King Sejong still believed that the new language could be a benefit for the population.

As a result, today, Korea remains at the top of world literacy rankings due to Hangul.

Anna De Vellis

Pubblicato in: Tír na nÓg

Scritto nelle stelle: special edition 2021

Fortuna: Parola d’ordine del 2021? Libertà! Sempre nei limiti che ci sono imposti dal Covid-19, comincerete l’anno all’insegna dell’indipendenza. Sarete liberi di sognare, di pianificare, di fare quel che volete; e per di più avrete Giove, il pianeta della fortuna, a guardarvi le spalle. Non potrebbe andarvi meglio, perciò lasciatevi alle spalle pensieri e preoccupazioni e godetevi la vita!

Scuola: ecco qui un’occasione per rimettervi in gioco e dimostrare quanto valete veramente. Agite con razionalità e arguzia, e il successo sarà vostro! Avete le capacità di fare tutto ciò che desiderate, quindi non frenatevi, e tutto andrà per il meglio: potrete persino ottenere più di quanto vi aspettavate.

Amore: liberi anche in amore, è tutto in vostro potere. Le stelle vi suggeriscono di pensare un po’ più a voi e a quello che desiderate veramente—e questo vale per le coppie quanto per i single. Se avete già un partner, cercate di capire cosa volete veramente da lui o lei, e magari comunicatelo anche a loro: dovrete imparare a dialogare, cari Arieti. I single possono aspettarsi molte opportunità romantiche, soprattutto in estate; starà poi a loro decidere cosa farsene.

Fortuna: Se Babbo Natale non ha realizzato i vostri desideri, ci penserà il 2021!
Il segreto? Affidarsi completamente alle stelle… Loro vi indirizzeranno affinché non possiate sbagliare, ma starà a voi saper riconoscere e cogliere al volo l’occasione propizia che svolterà la situazione.
Sarà un anno particolare, talmente pieno di alti e bassi che vi sembrerà di stare sulle montagne russe. Dopotutto però vivere con i piedi staccati da terra, l’adrenalina in corpo e il fiato sospeso non è poi così male no?

Scuola: questi primi mesi non sono andati nel migliore dei modi ma vi siete sempre consolati nascondendovi dietro il tipico ‘shalla, tanto è primo quadrimestre’.
Adesso, però, niente scuse: è ora di riprendere in mano la situazione e darvi da fare! Rimboccatevi le maniche, studiate un piano d’azione e date il meglio di voi in questa seconda parte dell’anno.
Sudore e fatica daranno sicuramente i loro frutti!

Amore: Il 2021 sarà l’anno del cambiamento! Sarete finalmente in grado di guardare al futuro che vi attende lasciandovi alle spalle quel passato che difendevate con le unghie e con i denti. Il momento per gettarvi di nuovo nella mischia sta per arrivare, ma fate attenzione a non affidarvi alla prima persona che vi capita, ci siete già cascati una volta…

Fortuna: dovrete affrontare scelte importanti, ma non abbiate timore… l’anno che vi attende è ottimo, stracolmo di novità positive! Mettete in atto i vostri propositi, il 2021 è l’anno! Non fatevi assalire da confusione e insicurezze, ogni vostra piccola scelta sarà un passo verso la destinazione che più desiderate.

Scuola: il 2021 appoggerà ogni vostro sogo, puntate in alto! Realizzate le vostre idee e vincete le vostre insicurezze, trasformandole in punti di forza. A scuola conseguirete ottimi risultati e la vostra media non sarà traballante come i banchi delle nostre aule, ma stabile e sicura. Volerà alto, proprio come il vostro umore!

Amore: avete preso coscienza di voi e vi siete scoperti forti, solidi e razionali. Siete consapevoli di quello che volete, avete le basi per una relazione amorosa stabile e per affrontare le decisioni che fin’ora avete rimandato… Tutti gli equivoci degli anni passati saranno risolti, vi raccomandiamo di essere sempre voi stessi, non come Odisseo mascherato da Nessuno: solo così riuscirete a scovare i vostri punti di forza…chi lo sa che non diventiate i maghi del flirt?!?

Fortuna: il vostro 2021 sarà un anno di grande leggerezza. Per molto tempo avete vissuto sotto pressione per i cambiamenti che avete affrontato in questo 2020, ma ora siete liberi, avete acquisito sicurezza in voi stessi e siete fiduciosi nell’anno che verrà. Ci saranno occasioni che vi faranno scoprire i vostri talenti più nascosti: siate voi stessi!

Scuola: sentite il bisogno di tirare fuori tutta la vostra creatività oppressa dalla DAD… ora potete rivendicarla fra i nostri amati (e odiati) banchi di scuola! Mettetevi in discussione, date il meglio di voi, affrontate quest’ultima metà dell’anno con energia; le turbolenze che vi hanno destabilizzato in questi anni sono cosa passata!

Amore: anche in campo amoroso vivrete in un’aura di sollievo e leggerezza; sarà un amore corrisposto? Questa sensazione di liberazione che caratterizzerà il vostro anno influenzerà il vostro umore e di conseguenza il vostro modo di relazionarvi. Sarete ben disposti a nuove esperienze: voi, che in amore avete sempre avuto i prosciutti davanti agli occhi, riceverete in regalo dalle stelle uno spiccato intuito, che vi renderà ancora più affascinanti!

Fortuna: il 2021, tra le tante cose, vi richiederà molta pazienza e tolleranza. Fate dei bei respiri profondi e contate fino a 10 se necessario: vi aiuterà a mantenere la calma evitando di dire qualcosa di cui potreste pentirvi. La schiettezza è uno dei vostri pregi, ma fate attenzione: spesso può essere un’arma a doppio taglio. Per una volta provate ad ascoltare l’altro prima di puntare il dito, resterete stupiti da quanto può essere risolto con una discussione tranquilla.

Scuola: le vacanze di Natale vi hanno dato la possibilità di ricaricarvi dopo mesi veramente intensi; ora siete pronti ad iniziare l’anno nel migliore dei modi. Che ne dite di cominciare proprio con il recuperare materie che avete trascurato da un po’?
Mi raccomando: durante il corso dell’anno lasciatevi guidare dalla determinazione e dalla grinta che finora vi hanno contraddistinto!

Amore: per questo nuovo anno le stelle hanno in serbo molte sorprese per voi…
Quindi aprite bene le orecchie: non è il momento di chiudersi in se stessi e nelle proprie insicurezze, prendete coraggio e aprite il vostro cuore… solo così smetterete di vagare tra dubbi e perplessità e avrete la risposta che cercate. CMONN!!

Fortuna: lo sappiamo tutti, cari nostri vergini, quanto voi siate pigri. Eppure, in voi è sorta una voglia di cambiamento: sentite il bisogno di rinnovare la vostra vita. Approfittate di questa spinta energica perchè non sappiamo fin quando sarete così carichi, procedete in risparmio energetico e vedrete che un passo alla volta raggiungere i vostri obiettivi!

Scuola: da abitudinari come siete, l’idea di lasciare il piumone per una sedia fredda e scomoda non vi entusiasma ma, al contempo, avete voglia di mostrare ciò di cui siete capaci e mettere in luce il vostro talento. In quest’ultima parte dell’anno scolastico dovrete cercare di liberare la mente dalle insicurezze e dalla paura del cambiamento, affrontate ogni sfida a testa alta, confidando in voi e nei vostri amichetti!

Amore: Cupido per questo 2021 ha in serbo per voi più di una freccia! Siete propensi a nuove esperienze, a scoprire nuovi lati del vostro carattere e ad aprirvi ai cambiamenti che vi si presenteranno di fronte. Vi raccomandiamo di non correre troppo: Achille era piè veloce ma il suo tallone era mortale, per cui state attenti alle scelte che farete e a non andare contro il Fato… Spalancate le finestre del vostro cuore che ha bisogno di aria nuova: siate voi stessi, spontanei e aperti a tutto.

Fortuna: parola chiave di quest’anno? Shalla! È come se Eraclito si fosse reincarnato in voi col suo “tutto scorre”, rendendovi sereni e imperturbabili. Vi siete detti: tanto non può andare peggio di così! Avete ragione ragazzi, e questo mindset vi risparmierà un sacco di inutili apprensioni e paranoie infondate.

Scuola: fiducia in voi stessi e caparbietà quest’anno vi porteranno in alto, forse più che mai. Siete carichi e pieni di energia, ma troppo razionali e calcolatori. Quest’anno provate a lasciarvi sorprendere senza guardare sempre in bocca a caval donato e fatevi una bella galoppata, non ve ne pentirete!

Amore: le stelle vi sorridono, amici… Ma smettetela di cercare sempre negli stessi posti. Buttate via la tavola Ouija e tutti i fantasmi da cui non riuscite a staccarvi: in luoghi inaspettati si nascondono per voi grandi occasioni. Sta a voi guardarle con la giusta disposizione e saperle cogliere.

Fortuna| il 2021 inizia col botto, questo è sicuro… Il nuovo anno vi trova carichi e ambiziosi, ma soprattutto pratici. Basta con le elucubrazioni e i film mentali, avete voglia di prendere la vostra vita in mano e correre verso i vostri sogni. Ricordatevi la mascherina però!

Scuola| è dura stare dietro agli impegni e a tutti i grilli che vi saltano per la testa. Parola d’ordine per il rientro? Tenacia! Non mandate tutto all’aria alla prima difficoltà: chi la dura la vince, direbbe vostra nonna, e si sa… Gli anziani non sbagliano mai!

Amore| che dire ragazzi…allacciate le cinture, non vi annoierete! La vostra vita amorosa sarà un viaggio alquanto entusiasmante: non sempre le cose andranno per il verso giusto, ma vi aspettano momenti bellissimi e indimenticabili. Godetevi anche le curve più pericolose, un giorno avrete qualcosa da raccontare!

Fortuna: dopo un 2020 di ansie, stress e paure, vi attende un anno colmo di good vibes e belle sorprese! Tuttavia, non mancheranno i brutti momenti e sarà importante non perdere di vista l’ottimismo: questo vi aiuterà a rialzarvi dopo una caduta e vi farà vedere le cose da una prospettiva diversa. Un pensiero positivo ha il potere di svoltare la vostra giornata e quella di chi vi sta attorno, portatelo sempre con voi (insieme alla mascherina!)

Scuola: cari Saggittario, se non conterete voi su voi stessi, nessuno lo farà.
L’anno che abbiamo vissuto e che (finalmente) ci stiamo lasciando alle spalle è stato molto instabile e poco stimolante. I vostri voti ne hanno risentito, ma è fondamentale ricordare che niente è irrecuperabile se lo si desidera davvero e se si crede in se stessi. Ecco, questa sarà la vostra missione quest’anno: imparare a credere in voi e nelle vostre straordinarie capacità!

Amore: Le novità in campo amoroso vi faranno volare così in alto che, come Icaro, rischierete di cadere nel mare. Forse vi siete fidati troppo presto?
Senza che ve ne rendiate conto, la vostra spensieratezza potrebbe portarvi a trascurare persone importanti per voi: non permettetelo! Il 2021 vi insegnerà che nulla deve essere dato per scontato, tanto meno le persone.

Scuola: impegno e dedizione vi porteranno a raggiungere grandi traguardi. Insomma, andrà addirittura meglio di quanto voi poteste immaginare nella migliore delle ipotesi. In materia di studio, quest’anno non vi batte veramente nessuno!
Non fatevi distrarre e prestate attenzione ai fragili equilibri della classe.

Fortuna: cari Capricorno, il nuovo anno è appena iniziato e, nonostante il 2020 abbia deluso le vostre aspettative, vi approcciate ad esso con grande ottimismo!
Non credete, però, che il nuovo anno faccia tabula rasa del precedente: molti sono i conti che avete lasciato in sospeso, e pure belli grossi. Cosa consigliano le stelle per affrontare al meglio la situazione? Un’esamino di coscienza prima di chiudere l’anno tra fuochi d’artificio e solitari festeggiamenti.

Amore: Per lungo tempo siete stati fermi sull’uscio di una porta: dentro o fuori dal suo cuore? Le stelle vi regalano, per questo nuovo anno, il coraggio necessario per guardare dritto al problema ed affrontarlo, a costo di avere quella porta sbattuta in faccia con un gran tonfo. Uscire dalla comfort-zone sarà difficile, ma trovare finalmente le risposte che cercavate liberatorio: soltanto così si apriranno nuove porte.
E, credete, saranno davvero molte!

Fortuna: il 2021 vi trova protagonisti del vostro romanzo, sta a voi scegliere se essere il romano Encolpio, Don Chisciotte di De Cervantes oppure Superman! Attenzione, siate sempre consapevoli della strada che prendete, qualunque essa sia… Procedere bendati non è mai una scelta saggia!

Scuola: avete tanta voglia di dimostrare quanto valete e di mettere al centro il vostro talento. Siete ispirati e curiosi, aperti allo stupore. Che sia da casa di fronte al computer (con i pantaloni del pigiama e la copertina) o fra i banchi (distanziati) di scuola, nulla può fermarvi!

Amore: basta con questi musi lunghi, le novità non sono sempre negative! Mettete da parte per un po’ il vostro pessimismo, sia mai che qualcuno riesca a strapparvi un sorriso inaspettato. Non è detto che sia facile, ma le cose belle meritano che qualcuno combatta per loro: è ora di uscire dal vostro guscio e permettere al vento di scalfirvi.

Fortuna: le stelle ce lo hanno sussurrato… vi aspetta proprio un bell’anno! Tanti i cambiamenti, tante le opportunità: tutto ciò che dovrete fare è coglierle, e prepararvi con flessibilità ad accettare quello che sicuramente verrà. Comunque, non sarete baciati dalla fortuna senza qualche sforzo da parte vostra. Pianificate, organizzatevi ed impegnatevi—conquisterete il 2021!

Scuola: ricordate gli sforzi necessari ad ottenere un po’ di fortuna? Ecco, saranno quanto mai importanti in ambito scolastico. Vi aspetta un anno impegnativo e lungo, quindi sarà meglio cominciare a prepararsi; sta tutto nell’organizzazione. Non temete, però: avrete dalla vostra addirittura Giove!

Amore: anche in amore vi si prospetta un anno di conquiste e cambiamenti. Per le coppie, è un buon anno per fare qualche passo in avanti ed aprire il cuore al vostro amato o amata. Dimostrate il vostro affetto con rose e cioccolato, e vedrete che la relazione ne beneficerà—d’altronde, un po’ di romanticismo non vi è mai dispiaciuto. Ai single è consigliato, invece, di lasciarsi completamente alle spalle l’anno passato e voltare pagina: questo 2021 potrebbe portarvi molta più gioia, se glielo consentirete. Anche voi, non opponetevi all’amore, e preparatevi al romanticismo.

Buon anno!

Beatrice Baldassarra, Elisabetta Bracaglia Morante, Danila De Santis, Paola Fontani, Francesca Romana Fioramonti

Pubblicato in: Tír na nÓg

Nostalgia

Ad oggi l’unica parola con cui potrei descrivere le mie giornate è “nostalgia”. Una nostalgia che tutti percepiamo. Quella nostalgia che guardando fuori dalla finestra, guardando il nostro riflesso in uno specchio e i nostri ricordi in una foto ci porta a riflettere, a piangere e a sorridere.

Piangiamo, perché l’uomo ha spesso l’incapacità di restare da solo con sé stesso. Lacrime che potrebbero corroderci, rendendoci vulnerabili di fronte a ciò che potrebbe accadere.

Sorridiamo, perché travolti da tutto quello che di positivo è presente nella nostra vita. Chiudendo gli occhi possiamo rivedere i pochi istanti che ci hanno davvero resi felici: un bacio, una carezza, una parola, un complimento; ricordi che riaffiorano dalla voglia di rinascere, dalla voglia di ricominciare, e dalla volontà di non arrendersi. Tutto è lì che ci aspetta, pronto a travolgerci di nuovo: un respiro a pieni polmoni, capace di riportarci nella quotidianità. Una quotidianità che consideriamo spesso “monotona” o “noiosa”, ma solo nella quale siamo in grado di vivere davvero.

Riflettiamo, perché siamo limitati, bloccati da un qualcosa che purtroppo a noi è invisibile, pronto ad attaccare in qualsiasi momento. Un nemico dal quale possiamo proteggerci soltanto con una mascherina, con un paio di guanti e con la massima attenzione delle nostre azioni.

È evidente nelle semplici scarrozzate con i carrelli nei supermercati, durante le quali i sorrisi rivolti alle persone vengono celati, e nella mancanza di contatto in tutte le sue forme, per noi fondamentale: un amico che ci asciuga una lacrima, un toc-toc alla porta, un clacson sotto casa la sera, le coperte condivise, i compagni di banco.

Si tratta di una riflessione che ci porta a comprendere cosa c’è di importante e quanto il mondo stia combattendo a testa alta, senza arrendersi. Un mondo di veri super-eroi; coloro che rischiano la propria vita di fronte quelli che sono i numeri esorbitanti di respiri che si bloccano per sempre, ma che con l’amore della speranza continuano a combattere.

Il passato è sempre stato importante per la nostra storia, il presente lo si vive e il futuro lo si crea. Presto il nostro presente sarà il passato, e questo racconterà una guerra contro cui l’uomo ha combattuto valorosamente, con le uniche armi di cui disponeva: forza, volontà ed intelligenza.

Questi strumenti aiuteranno l’uomo a vivere il futuro nella maniera giusta e nel rispetto, nella tranquillità di un soffio di vento fra i capelli.

Quindi sì, amiamo la nostra nostalgia e prendiamocene cura.

Gabriele Sabellico

Pubblicato in: NOI

Ti auguro

Ti auguro di trovarti.
Ti auguro di trovarti nei tuoi occhi stanchi mentre studi, mentre fai la lavatrice.

Ti auguro di trovarti quando corri per non perdere l’autobus, quando dimentichi a casa il quaderno di matematica.

Ti auguro di trovarti quando balli e canti canzoni inglesi di cui non conosci le parole, quando in macchina litighi con i tuoi perché esci troppo.

Ti auguro di non truccarti se non ti va e di non sorridere se sei triste. Ti auguro di prenderti una pizza, un supplì ed il dolce se ti va, di mangiare pure per la bilancia che hai nascosto nell’angolo. Ti auguro di osservarti e trovarti tra i pensieri che hai in testa, tra le nuvole su cui vivi.

Ti auguro di cadere per poi tornare in piedi ed avere mille storie da raccontare. Ti auguro di deluderti per capire quanto hai da offrire, e di sbattere la testa al muro prima di trovare una via d’uscita alla solitudine e di abituartici.

Ti auguro di imparare a suonare la chitarra ed il pianoforte e ti auguro di trovarti in una nota. Ti auguro di trovarti nelle tue guance rosse quando qualcuno ti fa un complimento, nel sorriso che hai quando ti prendi in giro. Ti auguro di trovarti nel sole e nei colori del tramonto, nel giallo delle margherite. Ti auguro di trovarti come quando da piccoli si trova la sorpresa nelle patatine, e di aspettarti come si aspetta Babbo Natale.

Ti auguro di augurarti le cose più belle che questo mondo possa offrire, e anche qualcosa in più. Ti auguro di viverti.
Io ti ho trovato da un pezzo e mi auguro di non perderti mai.

Syria Costantini

Pubblicato in: poesiando, Tír na nÓg

Tu, la mia ragione

Tu, la mia ragione di esistere, ed io che fra molti sono solo un nome,
Tu, che con la bellezza del tuo volto superi la Gioconda di Leonardo,
Io che di te conosco tutto, e tu che a malapena il mio cognome;

E non mi stancherò mai di dirti che sei la luce dei miei occhi
Quando vai via non desidero altro che stare con te un’altra volta ancora
Ogni secondo con te, sembra durare cento rintocchi
Ma in fondo, di vero c’è solo che con te tutto migliora

— Emanuele Calicchia

Pubblicato in: poesiando, Tír na nÓg

A te che

A te che per me sei la stella cometa,
A te che illumini il mio cammino quando tutto sembra perso,
A te che calmi la mia anima inquieta,
A te che in una parola racchiudi tutto l’universo,
A te che migliori la mia giornata anche se non lo sai,
A te che, senza ammetterlo, sei più bella di Afrodite
A te, a me, a noi, che non ci lasceremo mai
A te, a me, a noi, alle nostre anime che possano per sempre rimanere unite


Emanuele Calicchia

Pubblicato in: NOI, Senza categoria

Disegno nell’aria

Disegno nell’aria
Per dare forma al vuoto
fuori e dentro,
per conservare la scintilla
e non vedere il fuoco spento.
Coloro di arancione i sogni,
uscendo dai bordi, piccoli
smisuratamente.
Cancello i confini
delle parole mancate
per la mente che non le fa uscire.
Dipingo una storia
nascostamente
della rarità in mezzo alla gente.


— Aurora Tulli

Pubblicato in: Attualità

Medici e infermieri: vittime dei negazionisti

Dopo mesi difficilissimi alle prese con il Covid-19, in Italia si è generata una divisione netta: c’è chi pensa che si tratti di una gravissima emergenza sanitaria e chi, invece, sostiene si tratti di un complotto, organizzato a tavolino dai cosiddetti “poteri forti”.

Negazionisti, complottisti, “no vax” e gilet arancioni che in rete hanno creato numerosi spazi di condivisione e aggregazione, proprio mentre molti leader politici, autorità sanitarie e personaggi pubblici, sono impegnati nell’intento di spiegare come proteggersi dalla pandemia. Le loro tesi si basano sul presupposto che il Covid non esista, ma si tratti di un’operazione pianificata, per limitare i cittadini e imporre loro un regime autoritario.

#Schiavitù, #libertà, #inganni, #padroni, #obbedienza, accompagnano i video, i post, le manifestazioni di giornalisti, politici, persone del mondo dello spettacolo ma anche medici, parroci e cittadini comuni, che non credono nel Covid-19 e vogliono urlarlo al mondo. Dai social scendono nelle piazze italiane per portare avanti le loro idee e convincerci del fatto che ci stiano solo prendendo in giro.

A Roma, il 9 settembre 2020, si è tenuta una manifestazione “no mask”, e il video riportato da Fanpage.it su quella giornata, ha scatenato l’indignazione di tutte quelle che persone che il Covid-19 lo hanno vissuto sulla propria pelle o da molto vicino.

“I morti di Bergamo non esistono, le foto delle bare erano dei morti di Lampedusa, ci hanno ingannato!”, “I vaccini fanno male, contengono feti di bambini morti”, “Il Coronavirus è stato creato in un laboratorio cinese”, o ancora, “Bruciatele queste mascherine”, sono stati i messaggi mandati dalle persone presenti.

Questo è solo uno degli esempi tra i tanti che negano, non solo l’esistenza del virus, ma anche la sua pericolosità. In questo clima di ansia, confusione, polemiche e dibattiti, il nostro pensiero va a tutte quelle persone che stanno combattendo contro questo maledetto virus, alle loro famiglie e a chi questa lotta l’ha già vinta. Un pensiero speciale, però, và a chi combatte con questi malati ogni giorno, sempre in prima linea, a coloro che sono esposti, più di chiunque altro, a rischi enormi; a tutti i medici e gli infermieri, costretti a turni strazianti e avvolti dalla preoccupazione per loro e i propri cari.

La risposta, a tutti i negazionisti, arriva proprio da una di loro, Michela, infermiera all’ospedale di Pescara, che con un video diffuso su Facebook, ha risposto per punti, ad un volantino anti-Covid lasciato sul retro della sua macchina.

Con tono tagliente afferma: «E’ colpa di quelli come te, che non hanno rispettato le regole proteggendosi con la mascherina, se oggi siamo a questo punto»; una replica forte ma sicuramente giustificata dal fatto che Michela, come tanti altri suoi colleghi, sono a stretto contatto con la sofferenza e il dolore che questa pandemia sta creando.

Per esprimere la gratitudine di tutti noi nei confronti di queste persone, al Palazzo del Quirinale, qualche mese fa, si è tenuta la cerimonia di consegna delle onorificenze di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, conferite dal presidente della repubblica Mattarella a un gruppo di cittadini, di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza del coronavirus. I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, vogliono simbolicamente rappresentare l’impegno di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali.

Se un giorno tutto questo finirà sarà solo grazie a coloro che si sono impegnati in questa dura battaglia, sarà solo grazie a coloro che hanno messo a rischio la propria vita e quella dei loro cari per il bene del mondo.

Immagine: Jun Premiro (2020)

Federica Del Nero, Ludovica Dell’Uomo, Anna Di Meo, Benedetta Rizzo, Alice Tagliaferri

Pubblicato in: W.A.P.

HYVÄÄ JOULUA

Christmas is one of the most beautiful holidays of the year, not only because of the atmosphere created by lights, Christmas trees, Christmas balls, snow on the roofs or by the nice man in red who takes care of bringing gifts in every home, but also because of the meaning it holds to each one.
It may be the long-awaited detachment from school (or from winter sessions), meeting with relatives that we hadn’t been able to meet (we love hug our favorite cousin, always ready to save us from every situation!)

It is Christmas in the heart that puts Christmas in the air.

Keith Baines

This holiday is magical because of the joyful atmosphere that surrounds you when you spend your time with the whole family playing board games, when you make the Christmas tree and you start decorating your house since you have that feeling of pure happiness that makes you feel lucky.

It is magical when you go shopping, crowded with people who have shrunk to the least moment to make big and small presents to their loved ones and it is equally magical because of those villages, full of Christmas markets.

If there’s anything this quarantine has taught us, is to appreciate moments in family… and to make an avalanche of cakes!
This period is beautiful because it allows us to become children again, anxiously waiting that chubby white- bearded man who takes you joy and presents.

How many times did you dream about visiting him at home, seeing how he works, how his famous laboratory is made and, checking if helfs really exist? Well, hold on tight…

The joy we see in children’s eyes when they visit this village makes us realize that a trip to Rovaniemi is worth a thousand gifts. Rovaniemi is located in Lapland (in finnish Lapland to be exact) right where the Ar Circle passes and it is here, at the Polar Circle, that Santa Claus’ village is located.

Santa Claus’ village is the most famous attraction in Lapland, and it is a resort to all effects. A month before Christmas, the whole world’s eyes turn to Rovaniemi, since Santa Claus declares it open to all, throughout Christmas’ period. This also marks the high season’s start in Rovaniemi, since many tourists are eager to experience Christmas’ real magic in the official Santa’s residence. An important moment is on the 23rd of December, when Santa leaves for his mission.

SANTA CLAUS’ FLYING TROOPS:
Reindeer play a key role in Santa’s life and everybody, meeting them, remains fascinated. Meeting them in the village is not difficult at all: inside the village there are a lot of sledges towed by those.

SANTA CLAUS’ ASSISTANTS:
The hard work of Mr. Christmas could not stand without the laboriousness of the elves. Their hard work is rewarded by the smile of the whole world’s inhabitants.

For it is good to be children sometimes, and never better than at Christmas, when its mighty Founder was a child Himself.

Charles Dickens, A Christmas Carol
Pubblicato in: In cucina con Ophelia

Pranzo di Natale, non ti temo!

Eccoci arrivati al pranzo per eccellenza, quello di Natale! Anche se quest’anno è un anno particolare, nelle nostre case rimane la tradizione di preparare gustose pietanze per scaldarci il cuore e sentire nuovamente l’atmosfera delle feste.

Antipasto

Tartine al Salmone

Le tartine al salmone sono un classico facile e veloce. Noi vogliamo suggerirvi una rivisitazione di questa gustosa preparazione, la Cheesecake al salmone!

Ingredienti per quattro persone:

  • 200 g Salmone affumicato
  • 150 g Cracker
  • 200 g Formaggio fresco spalmabile
  • 60 g Burro
  • q.b. Prezzemolo
  • q.b. Sale
  • 50 g Pomodorini secchi

Preparazione:

1. Inserire i craker salati in un mixer. Frullate il tutto fino ad ottenere una farina grossolana

2. Unite il burro fuso e i pomodorini secchi tagliati a pezzettini (precedentemente sgocciolati dall’olio) fino ad ottenere creare un composto piuttosto omogeneo e compatto. Togliete il composto dal frullatore e mettetelo momentaneamente da parte.

3. Inserite nello stesso frullatore il salmone affumicato, il formaggio spalmabile e una presa di sale. Frullate fino ad ottenere una crema omogenea e vellutata. Se volete potete lasciare qualche pezzettino di salmone affumicato da parte in modo da poterlo aggiungere a pezzettini nel composto.

4.  In uno stampino, inseriate la base di craker pressando per bene, quindi la crema al salmone e lasciate riposare in frigorifero per almeno 3 ore.

5.  Passato il tempo, togliete la Cheesecake al salmone dagli stampini, decorate con qualche pezzettino di salmone e un po’ di prezzemolo fresco tagliato al momento

Le cheesecakes salate al salmone sono pronte per essere gustate!

Spritz di Natale

Vogliamo proporre anche una bevanda per completare il nostro aperitivo con uno Spritz che si veste a festa e si trasforma in uno Spritz di Natale! Intrattenete i vostri ospiti con un happy hour casalingo servito e gustato in intimità con succo di arancia e cranberry in due versioni, una delle quali per gli astemi.

Preparazione per quattro persone:

Ingredienti

  • 200 ml Prosecco (potete trovarlo anche vegano)
  • 100 ml succo di arancia – da 1 arancia
  • 100 ml succo di cranberry – o mirtilli rossi, da circa 300g di frutta
  • 100 ml Aperol – o altro succo di arancia
  • 100 ml soda – o acqua frizzante
  • 4 rametti di rosmarino fresco
  • 4 fette di arancia
  • cranberry – freschi per servire, opzionale
  • cubetti di ghiaccio – almeno 4 vaschette

Preparazione:

1. Pelate l‘arancia a vivo, tagliatela a spicchi ed inseriteli nell’estrattore fino ad ottenere 100ml di succo di arancia.

2. Introducete i cranberry o mirtilli rossi nell’estrattore in modo da ottenere 100ml di succo di cranberry.

3.  Riempite i calici per 3/4 con i cubetti di ghiaccio.

4. Versate 50ml di Prosecco in ciascun calice. Aggiungete 50ml di mix di succhi, 25ml di Aperol ( o altro succo ) e 25ml di soda.

5. Decorate con un rametto di rosmarino, 4-5 cranberry freschi ed una fetta di arancia.

6.  Servite immediatamente.

Cheers!

Seconda portata

Ingredienti

  • Sottofesa di vitello 600 g già legata dal macellaio
  • Patate 1 kg
  • Vino bianco 50 g
  • Rosmarino 2 rametti
  • Aglio 2 spicchi
  • Olio extravergine d’oliva 40 ml
  • Sale fino e pepe nero q.b.

1) Per preparare l’arrosto di vitello al forno iniziamo con le patate, dopo averle ben lavate e asciugate, sbucciatele e poi tagliatele a tocchetti di circa un paio di centimetri, o comunque l’importante è che siano tutte dello stesso spessore.

2) Versate i tocchetti in una ciotola e regolate di olio, sale e pepe e aggiungete anche l’aglio sbucciato. Aggiungete un rametto di rosmarino spezzettato e mescolate il tutto, con le mani o con un cucchiaio di legno, poi trasferite su una teglia con un filo di olio e cuocete in forno preriscaldato in modalità statica, a 200° per 20 minuti.

3) Mettete a scaldare l’olio in una padella e aggiungete la carne , lasciandola rosolare a fiamma medio-alta su tutti i lati: perciò ogni minuto circa dovrete girarla con una pinza o dei cucchiai di legno assicurandovi che la carne si rosoli per bene .

Sfumate poi con il vino bianco. Togliete la carne dal fuoco e adagiatela al centro della teglia facendo spazio tra le patate.

Proseguite la cottura, sempre a 200°, orientativamente ci vorranno circa 35 minuti. Trascorso il tempo il vostro arrosto di vitello al forno con patate sarà pronto: attendete qualche minuto prima di eliminare lo spago e affettate questa bontà.

Dessert

Per preparare l’arrosto di vitello al forno iniziamo con le patate, dopo averle ben lavate e asciugate, sbucciatele e poi tagliatele a tocchetti di circa un paio di centimetri, o comunque l’importante è che siano tutte dello stesso spessore.

Ingredienti

  • 400 ml panna fresca liquida
  • 350gr di mascarpone
  • 4 arance
  • 150gr di zucchero a velo
  • 40ml di liquore all’arancia
  • cannella in polvere

Procedimento

1) Iniziate preparando la crema al mascarpone e arance.

2) Grattate tutta la buccia delle arance non trattate e mettetela da parte (evitate di grattare la parte bianca, risulterebbe amara).

3) Spremete il succo delle arance e filtratelo in modo da togliere gli eventuali semi che potrebbero essere rimasti.

4) Mettete in una ciotola il mascarpone e lo zucchero a velo e amalgamate. Unite anche il succo e la scorza delle arance, il liquore e mescolate in modo da uniformare tutti gli ingredienti e avere una crema omogenea.

5) Montate a neve la panna fredda di frigo e con le fruste e incorporate la panna montata al resto degli ingredienti con movimenti delicati in modo da non smontarla.

6) Mettete il composto in frigo mentre taglierete il pandoro a fette orizzontali di circa un dito e mezzo di spessore.

7) Spalmate ogni fetta di pandoro con la crema al mascarpone e arance e posizionate la seconda fetta di pandoro leggermente spostata.

8) Continuate ad impilare le fette di pandoro e la crema fino ad arrivare in cima.

9) Decorate tutta la cima del pandoro con ciuffetti di crema al mascarpone e arance.

10) Quando avrete finito di decorare il pandoro farcito potete cospargerlo con lo zucchero a velo insieme a un cucchiaino di cannella in polvere.

E ora che non dovete preoccuparvi della prova costume, siete pronti per gustarvi questo delizioso fine pasto!

Qualche idea per la tavola

Dopo aver preparato questi deliziosi piatti è il momento di presentarli agli ospiti su una tavola perfettamente apparecchiata!

Non servono molte decorazioni per la tavola affinché il risultato sia bello ed elegante, basta scegliere con cura gli elementi e saperli abbinare. C’è chi ama lo sfarzo e chi la semplicità, chi ha tempo e voglia di dedicarsi al fai da te. Di idee per allestire la tavola di Natale ce ne sono davvero tante, qui ve ne proponiamo alcune che speriamo possano ispirarvi nei preparativi.

Partiamo dalla tovaglia, a seconda delle scelte potrete optare per una tinta unita, che può essere di un colore neutro come bianco, avorio, panna e beige oppure in perfetto stile natalizio, quindi rossa, verde o addirittura con disegni a tema. Anche i tovaglioli sono molto importanti per il risultato complessivo di una tavola natalizia ben confezionata scegliendo colori abbinati.

Come ciliegina sulla torta potete mettere al centro della tavola un elegante candelabro che crea sempre un’atmosfera calda e familiare.

Elena Insalata, Linda Boudour, Elettra Fiorini, Veronica Morganti, Elisa Scardella

Le noci, miniera di benefici

Con l’arrivo del freddo c’è un frutto che sicuramente è presente sulle tavole di tutti.Oggi vi proponiamo alcune tra le mille varianti per come utilizzare al meglio le noci! Questo delizioso frutto è originario del Medio Oriente ma assai diffuso anche nella nostra penisola, possiede un alto valore energetico e tante caratteristiche nutrizionali. Le sue […]

La barriera corallina è in pericolo

La barriera corallina è una formazione dai colori vivaci tipica dei mari o oceani tropicali, che ospita moltissime specie di animali. La più grande barriera corallina nel mondo si trova in Australia, più precisamente al largo della costa del Queensland. Questa vanta un’estensione di 2.500km e varie specie viventi (dai coralli agli animali marini più […]

Noi, causa del nostro dolore

L’essere umano ha uno scopo specifico nella propria vita: realizzarsi e ricercare la propria felicità. La felicità, insieme alle continue emozioni e alle passioni che il mondo, la società e le persone ci regalano, ci offre la possibilità di sorridere anche dinanzi a tutte le avversità che generano in noi lacrime e momenti di sconforto. […]

Pubblicato in: Attualità

La sindrome di Procuste

Il nome di questa sindrome fa riferimento a un mito greco, non molto conosciuto ma estremamente interessante.

Procuste era un uomo che abitava sulle colline dell’Attica e ospitava i viaggiatori nella sua locanda.
Quando questi si addormentavano, metteva in atto il suo piano brutale:
li imbavagliava e li legava al letto per poi amputare loro delle parti del corpo.
Se si trattava di persone alte, tagliava loro mani, piedi e testa che sporgevano dal letto.
Se erano invece individui di bassa statura usava un martello per rompere loro le ossa e allungarle, per farle combaciare alla dimensione del letto.

Procuste andò avanti con queste sue esecuzioni fino a quando Teseo non lo sfidò a vedere se il suo corpo si adattava alle dimensioni del letto.
Quando il locandiere si sdraiò, Teseo lo legò al letto per poi fargli provare la sua stessa medicina.

Questo mito si rivolge alle persone che cercano di denigrare tutti quelli che considerano migliori di loro: queste persone, a differenza di Procuste, ricorrono all’umiliazione psicologica per fare in modo che gli altri non diventino una minaccia.

Procuste: Se eccelli, ti taglierò le gambe. Se dimostri di essere migliore di me, ti mozzerò la testa…

Caratteristiche principali
Le caratteristiche tipiche di chi soffre di questa sindrome sono:
-vivere nella frustrazione.
-avere un autostima eccessivamente bassa, oppure al contrario esagerata e smisurata.
-essere molto sensibili.
-fingere di essere empatici.
-avere paura del cambiamento.
-avere l’obiettivo di eccellere rispetto agli altri.
-trarre conclusioni irrazionali.

Come comportarsi
Il primo passo per superare la sindrome di Procuste è riconoscere il problema.
Ammettere a sé stessi che si sta agendo in modo sconsiderato e poco rispettoso verso gli altri è fondamentale per affrontare la situazione con onestà.
Bisogna insomma lavorare sul fatto che valore e successo altrui non tolgono nulla al proprio.
Al contrario: una persona con grandi capacità e virtù non può che essere una fonte di arricchimento.
Gli altri non sono un nemico, bensì una risorsa con cui collaborare.
Soltanto ammettendo l’errore e la sconfitta come parti integranti della vita e non come motivi di vergogna, si potrà superare questo stato autodistruttivo.
In poche parole bisogna prendere coscienza di sé stessi, di quanto si vale e dei propri limiti.
Si potranno allora riconoscere i valori degli altri, creando rapporti di grande arricchimento.
Abbandonando, infine, ogni forma di invidia.

Giulia Viti

Pubblicato in: Odi et amo, Tír na nÓg

Amore che sei e sempre sarai

Amore che non ti esaurisci mai,

che ti insinui nel cuore

tingendolo di felicità.

Amore che sei racchiuso

in un “avrò cura di te”.

Amore che hai mille forme

ma lo stesso valore.

Amore che ti nascondi

nella timidezza e

ti palesi nei gesti.

Amore che generi

tutto e tutto distruggi.

Amore che nasci dal niente

E persisti senza ragione.

Amore che non hai spiegazioni

perché così devi essere.

Amore che per me

tu sei e sempre sarai.

Diego Di Pietropaolo

Pubblicato in: In cucina con Ophelia, Senza categoria

Pistacchio: un frutto prezioso

Il pistacchio è uno dei più antichi alberi coltivati dall’uomo, originario dell’antica Persia, anche la regina di Saba ne aveva una piantagione, e il re Nabucodònosor li coltivava nei giardini pensili di Babilonia. Il matematico arabo Avicenna, già lo definiva ottimo rimedio contro le malattie del fegato. Ricco di vitamina A, B ed E, di ferro e di fosforo, effettivamente esso è utile contro il colesterolo e protegge inoltre la vista.

Di seguito riportiamo due ricette tra le tante che si possono preparare con questo frutto dalle mille qualità!

Pasta al Pistacchio

Ecco a voi un gustosissimo primo piatto, facile, veloce e molto economico. Cremoso e profumato, conquista tutti, dai bambini, agli adulti.

Ingredienti per due persone (Pesto)

200 gr di pistacchi

40 gr di parmigiano

90 ml di olio di oliva

qualche foglia di basilico fresco 1 pizzico di sale

Ingredienti per due persone (pasta)

150 gr pasta

100 gr besciamella

80 gr pesto di pistacchi

mezza cipolla

50 gr pancetta

q.b sale e pepe

1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

Per preparare il pesto di pistacchi iniziate a sgusciare i pistacchi. Riunite poi i pistacchi sgusciati nel mixer, aggiungete il parmigiano, qualche foglia di basilico ed una presa di sale.

Aggiungete l’olio a filo.

Azionate le lame fino ad ottenere una consistenza abbastanza cremosa. All’occorrenza potrebbe risultare necessario aggiungere ancora un po’ d’olio. 

Il vostro pesto super cremoso è pronto per essere utilizzato!

Preparazione

Mentre mettiamo a scaldare l’acqua per la pasta, prepariamo il condimento. Tritiamo la cipolla e facciamola imbiondire in una padella con un filo d’olio, aggiungiamo anche la pancetta tagliata a cubetti e quando tutto sarà ben rosolato spegniamo la fiamma.

Aggiungiamo quindi il pesto di pistacchi.  Al momento di scolare la pasta, teniamo da parte una tazzina di acqua di cottura, quindi mantechiamo la pasta al dente nella padella con il nostro condimento e il pesto.

Guarniamo il piatto con una manciata di pistacchi e la nostra pasta sarà pronta per essere gustata!

Biscotti al pistacchio

Ingredienti per 25 biscotti

100 g di farina 00

100 g di farina di pistacchio (o pistacchi tritati)

50 g di fecola di patate

100 g di burro morbido

120-130g di zucchero      semolato

1 uovo medio

1 pizzico di sale

8 g di lievito per dolci

Preparazione

In una ciotola montate con le fruste elettriche il burro morbido insieme allo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso.

Aggiungete l’uovo continuando a mescolare con le fruste;

In seguito unite la fecola di patate, la farina 00 e la farina di pistacchio. Se usate i pistacchi occorrerà tritarli in un mixer velocemente insieme ad un cucchiaino di zucchero. Il procedimento deve essere molto veloce alla massima velocità fino a ridurli in farina;

Aggiungete poi il lievito ed il pizzico di sale, impastate con le mani fino ad ottenere un panetto morbido, trasferite il composto in freezer e fate riposare per circa 10 minuti;

Trascorso il tempo di riposo ricavate tante palline della grandezza di una noce e disponetele su una placca da forno, cercate di non scaldare le palline troppo con le mani, il composto deve essere freddo ma se vi accorgete di aver ammorbidito troppo le palline, rimettetele in freezer per circa 10 minuti.

Cuocete in forno statico e preriscaldato a 180° per 15 minuti.

Sfornate, spolverate di zucchero a velo e sono pronti per essere gustati accompagnati da una tazza di tè caldo!

Chiara Dell’uomo, Insalata elena, Edu Ionelia

Pubblicato in: Tír na nÓg

Siamo cresciuti

In questi ultimi giorni, sento molto la tua assenza,

Sei riuscita a dare gioie e sorrisi anche a chi è sempre stato senza

Pensaci, sei riuscita a fare questo solo con la tua presenza

Ed è una frase fatta, ma io benedico il giorno in cui ci siamo conosciuti

In questi tempi, i nostri caratteri sono cambiati, insomma, siamo cresciuti…

E lo prometto, prometto con tutto me stesso di starti accanto fino alla fine dei miei giorni

Emanuele Calicchia

Pubblicato in: Attualità

Menti connesse

Didattica a distanza

Ogni studente, al mattino, aveva la propria quotidianità: svegliarsi, prepararsi, prendere l’autobus diretto a scuola per poi dirigersi verso quella fermata, panchina o bar da cui, anche in lontananza, riusciva a scrutare il sorriso dei propri amici, capaci di migliorare la mattina in così poco tempo.

Il 4 marzo 2020 sembrava un giorno come tanti, eppure proprio in questo giorno tale quotidianità fu stravolta. Causa covid-19 furono attuate alcune restrizioni per potersi salvaguardare e per poter sconfiggere il virus. La routine di tutti gli studenti d’Italia cambiò radicalmente, scuole di ogni ordine e grado furono sospese, le università chiuse, le attività extracurricolari bloccate e subentrò un altro stile di vita.

La DAD riuscì a portare avanti ciò che il 4 marzo gli studenti avevano lasciato nelle loro aule: abbiamo tutte le app possibili ed immaginabili affinché la vita scolastica possa andare avanti, ma nessuno si sarebbe mai immaginato una scuola tramite videochiamata, verifiche tramite google moduli, controllare compiti per casa tramite foto e poter parlare con i professori via e-mail. Il contatto diretto con gli insegnanti, con i compagni e con la scuola è una cosa che manca ormai a tutti, e ci è stato portato via lasciando un vuoto incolmabile.

Nella “didattica a distanza” ci sono pro e contro: sicuramente noi studenti riusciamo a organizzare meglio lo studio e a risparmiare tempo trovandoci direttamente a casa; al contempo, però, passare troppo tempo davanti ad uno schermo fa male e rende più complicato concentrarsi.

Fino a poco tempo fa tutta questa situazione, probabilmente, ci sarebbe sembrata roba da fantascienza, ma ad oggi la tecnologia ha permesso di salvaguardare la salute mondiale e l’istruzione degli studenti. In ambito scolastico possiamo osservare come si è riusciti in poco tempo ad adattarsi ad una situazione molto difficile da affrontare.

La didattica a distanza sicuramente non può sostituire la didattica in presenza, ma l’unica cosa che si può fare è essere forti e aspettare che tutto questo finisca al più presto.

Social Network

Un tema fortemente attuale che si affianca alla tematica delle nuove tecnologie è quello dei social network e di come essi penetrino nella nostra quotidianità, portandoci a trascorrere gran parte delle giornate con il volto rivolto verso lo smartphone. Dal 1997, data in cui fu lanciato il primo social network, ad oggi, molte cose sono cambiate: comportamenti, abitudini, modi di pensare e soprattutto le dinamiche di interazione e socializzazione. In media ogni italiano trascorre online più di due ore al giorno, che sia tramite pc, tablet o smartphone. I Millennials rappresentano sicuramente la fascia di popolazione più colpita da questa rivoluzione: è la prima generazione, nella storia, che in età adulta mostra dimestichezza nell’utilizzo degli strumenti digitali.

Uno dei problemi correlato all’utilizzo dei social è la trasmissione di determinati di canoni di bellezza e di comportamento che influenzano le menti dei giovani. Si stanno lentamente imponendo degli standard sbagliati e probabilmente troppo elevati alla nostra generazione, che portano i ragazzi a sentirsi inadeguati e, di conseguenza, ad omologarsi alla società, cercando di assomigliare il più possibile ai modelli diffusi e sponsorizzati sui social network, piuttosto che esprimere autenticamente se stessi.

Tutti i canali social media si fondano su reti di relazioni, basate sulla capacità e la volontà degli utenti di interagire liberamente con gli altri; indipendentemente dallo strumento digitale utilizzato, l’opportunità maggiore offerta da Internet è quella di conoscere persone a noi non vicine fisicamente, ma che possono invece condividere molte cose con noi, ad esempio interessi ed obiettivi. Per questo motivo le relazioni interpersonali che nascono online sono più “consapevoli” di quelle offline: ciò che spinge le persone a comunicare virtualmente è la condivisione degli stessi interessi e valori.

La medaglia però ha anche un aspetto negativo, ovvero la superficialità con cui ora sono affrontate le relazioni interpersonali; iniziare e intrattenere una conversazione su un social è molto più semplice e dando largo spazio ai rapporti online, la gente ha dimenticato come si socializzi nella vita reale e quanto vero e bello sia.

Metabolismo a rischio

Settimane di isolamento per proteggere la nostra salute dal Covid-19 lasceranno conseguenze fisiche e non solo. In particolare su chi è stato costretto dall’emergenza a reinventarsi il lavoro in modalità smartworking da un giorno all’altro, con posture non corrette, postazioni inventate sul tavolo della cucina o sul divano del salotto. Uno stile di vita sedentario obbligato a cui non eravamo e non siamo abituati, ma che è destinato a diventare la nuova normalità per un tempo indefinito.

Ci sono due aspetti da prendere in considerazione del periodo che stiamo vivendo: siamo molto sedentari e molti di noi sono stati fermi per molto tempo davanti allo schermo del computer, impegnati in condivisione schermo in streaming o videoconferenze. Quella in cui ci siamo trovati è una situazione nuova e, pertanto, gli studiosi non hanno paragoni reali per dire con certezza le conseguenze che l’inattività prolungata può provocare al fisico.

Tra le prime potrebbe esserci la perdita di fiato e di resistenza fisica che si può (7% di diminuzione ogni 15 giorni, quindi in due mesi circa il 30%). Per questo motivo adesso che abbiamo ripreso a fare passeggiate ci viene il fiatone e ci sentiamo fuori forma. Stare seduti in posture statiche e prolungate, poi, è pessimo per il nostro sistema muscolo-scheletrico. Noi umani siamo fatti per muoverci, non per stare fermi : lo smartworking ha esasperato la sedentarietà e il numero di ore passate da seduti. Abbiamo perso flessibilità muscolare perché stando fermi i muscoli finiscono per mantenere sempre la stessa lunghezza, invece – per loro natura – devono allungarsi e accorciarsi per restare in salute.

Si tratta, dunque, di una nuova routine che come conseguenze potrebbe lasciare, su una buona fetta di popolazione, quella che possiamo definire ‘produttiva’, patologie come mal di schiena, lombalgie, colpo della strega, cervicalgie, tensioni e contratture della muscolatura della schiena. Tra le altre possibili conseguenze fisiche della quarantena l’atrofia muscolare, la perdita di fiato e i disturbi posturali.

Oltre a questi effetti, bisogna prendere in considerazione anche un aumento di peso, con conseguenze estetiche, ma anche metaboliche, in quanto potrebbe portare a sviluppare una pressione alta o intolleranze nuove o latenti (in particolare, quella legata al glucosio, che contribuisce al manifestarsi del diabete)oppure l’aumento della pressione arteriosa, che per essere contrastato ha bisogno di esercizi aerobici per 20-30 minuti al giorno.

Gaia Gizzi, Lorenzo Mattacola, Elisa Acquavia

Pubblicato in: Binge watching

La regina degli scacchi, fenomeno del momento: cos’ha di speciale?

Ambientata in America negli anni 60’, riproduce con precisione i minimi particolari dell’epoca.

È la storia di una donna, Beth Harmon: ragazza orfana, nata in una famiglia disastrosa e abbandonata dal padre. Vive con la madre che si suicida nella macchina in cui era presente anche lei, piccolissima… Finisce così in una casa famiglia, dove si riscopre prodigio nel mondo degli scacchi.

Si innamora di questo gioco vedendo il sorvegliante del suo orfanotrofio giocarci e giorno dopo giorno scende nello scantinato per poter ammirare quel gioco che la attirava tanto; solamente guardando, riesce ad imparare con una strepitosa velocità, tanto da lasciare a bocca aperta chiunque la guardi giocare.

Il signor Shaibel, il sorvegliante, le insegna le uscite e tutte le tattiche più importanti per imparare a muoversi con astuzia ed intelligenza: sarà da lui che Beth imparerà tutto, ma riuscirà a raggiungere un livello così alto anche grazie all’aiuto di alcune pillole calmanti che le permetteranno alla sera di figurarsi le mosse sul soffitto, nella sua mente.
Già da piccola ne diventerà dipendente e con il passare degli anni la situazione non migliorerà, tanto che nell’ultimo periodo vedremo una Beth che perde fiducia in sé, nello scontro più importante della sua vita.

Ella batte i colossi mondiali del mondo degli scacchi, i maestri da cui lei stessa aveva imparato le tecniche. In occasione di un raduno incontra uno scacchista molto affascinante (me ne sono innamorata un po’ anch’io, come la protagonista).

Il più grande dei suoi rivali è il russo Burcov: pericoloso, abile, imbattibile. La Russia nella serie è la casa degli scacchi e tutti i russi sono per Beth avversari intimidatori. Burcov però è un fuoriclasse ed anche un genio come Beth si troverà in grandissima difficoltà contro di lui.

Beth è fantastica e la sua personalità davvero intrigante: è una brava ragazza, ma non troppo, sfonda gli schemi e i canoni, ma non troppo, è femminile, ma non troppo, non è assolutamente una ragazza cliché.

Forse questa vi sembrerà una trama noiosa, ma il modo in cui viene interpretata nella miniserie vi trasporterà totalmente all’interno di essa, ve lo assicuro! La divorerete, proprio come me.
Scott Frank, lo sceneggiatore, è riuscito a rendere interessante ed intrigante anche le partite di scacchi che io in primis non trovo divertenti o appassionanti. Da come vengono descritte sullo schermo però sembrano quasi le dispute più interessanti del mondo. Buona visione!

Maria Bracaglia Morante

Pubblicato in: NOI, Tír na nÓg

Lettera per chi un sogno ce l’ha

Cari coetanei, genitori, nonni, parenti stretti e lontani, amici,
Beato chi un sogno ce l’ha.
Che nonostante tutto sta là, immobile, con le mani screpolate e la schiena a pezzi, a raccogliere ogni piccola briciola che, piano piano, cade dal suo corpo.
Un corpo pieno di muscoli, o di ciccia per niente insignificante.
Un corpo che porta segni di battaglie, di vittorie oppure sconfitte.
Un corpo con l’anima che è un aquilone.
Uno di quelli belli, colorati, che gironzolano per conto loro in aria seguendo il padrone
che cammina sulla spiaggia e che li controlla con il filo bianco, che è lungo e che non può, però, impedire di finire in mare.
Ci spingiamo oltre il limite di sicurezza.
Se il cartello dice:”Non oltrepassare la linea gialla”, anche se scritto in venticinque lingue, noi oltrepassiamo comunque la linea gialla.
Noi ci spingiamo oltre.
E pieni di paura, di ansia e di insicurezza ci muoviamo lentamente in quello che,
in fondo, è ciò che ci aspetta.
E non ci ferma mica un dolore al petto oppure un’aspettativa distrutta.
Perché noi siamo così.
Oltrepassiamo i confini.
Con la fitta rete di fuoco che c’è dopo la nostra siepe, delle volte ci scottiamo. E
brucia, mamma quanto brucia. Ma siamo stati noi ad aver voluto che sul nostro
corpo rimanesse il “segno rosso”.
Perché cari coetanei, genitori, nonni, parenti stretti e lontani, amici,
perché la legna arda ci vuole tempo. E spesso nemmeno la carta riesce a risolvere il problema. Ci si sporcheranno le mani di cenere e ci si scotterà ancora e ancora, ma il bello è proprio questo.
Non so se domani riuscirò ad accendere il mio fuoco, o se dopodomani la mia
legna sarà ancora abbastanza.
Nel frattempo, se permettete, mi rimbocco le maniche e cerco di realizzarmi.
Con amore,
Chi un sogno ce l’ha.

Syria Costantini

Pubblicato in: Macusa

Lo zodiaco

ZODIACO EGIZIO

L’astronomia nell’antico Egitto serviva per fissare le date delle feste religiose e per determinare le ore della notte. Notevole importanza ebbero anche i sacerdoti dei templi che osservavano le stelle, le congiunzioni dei pianeti e del Sole, e le fasi della Luna.

1. Seth: dio della guerra (ariete)

2. Ptah: creatore delle divini (toro)

3. Thot: dio della scrittura (gemelli)

4. Isis: madre dei faraoni (cancro)

5. Hathor: patrona delle donne (sagittario)

6. Anubis: dio dei morti (capricorno)

7:. Amon-Ra: rappresenta la forza (leone)

8. Horus: dio del cielo (vergine)

9. Maat: dea della giustizia (bilancia)

10. Osiris: dio della vita eterna (scorpione)

11. Bastet: dea della fertilità (acquario)

12. Sekhmet: dea guerriera (pesci)

ZODIACO CINESE



Esistono diverse leggende che narrano delle origini dello zodiaco cinese (formato da Topo, Bufalo, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale) ma fra di esse ne spiccano due.

La prima è strettamente connessa alla religione Buddhista e anche di matrice giapponese: in questa Il Risvegliato, cioè Buddha, sentendo che i suoi giorni sulla terra stavano ormai per finire, chiamò a sé tutti gli animali del creato. Solamente 12 di essi risposero al richiamo e vennero ad offrire il proprio saluto. Come ricompensa per la fedeltà e l’attaccamento dimostrati il Buddha riservò alle dodici creature il privilegio di chiamare ogni anno del ciclo lunare con il nome di ciascuno.
Il topo, furbo e rapido per natura, arrivò in groppa al Bufalo superandolo nel
finale; il diligente e generoso Bufalo, che giunse ovviamente per secondo, anticipò l’intrepida Tigre ed il pacifico Coniglio.
Il Drago arrivò quinto seguito dal fratello minore, il Serpente; questo si era nascosto nella criniera del Cavallo, il più atletico tra gli animali, in modo tale da arrivare insieme a lui, per poi saltargli davanti e spaventandolo, arrivando per sesto seguito dall’equino. La Capra elegante e fiera lo seguì subito dopo.
Negli istanti successivi giunse al Buddha l’astuta Scimmia e a seguire il coloratissimo Gallo. Il Cane, fedele, anticipò di poco il fortunato Cinghiale, che arrivò appena in tempo per salutare il Risvegliato.

Protagonista della seconda leggenda è, invece, l’imperatore di Giada, sovrano del cielo e della terra. Il regnante, in un viaggio lungo il creato, rimase stupito dalla bellezza della natura e degli esseri viventi, così decise di prendere dodici di essi per portarli con sé nel Cielo per mostrare agli esseri divini la pura bellezza. Gli animali che decise di portare con sé furono 12: un Topo, un Bufalo, una Tigre, un Coniglio, un Drago, un Serpente, un Cavallo, una Capra, una Scimmia, un Gallo, un Cane e un Cinghiale; successivamente attribuì ad ognuno di essi un anno del calendario.
Leggenda vuole che il Gatto, il più bello fra gli animali della tradizione cinese, venne ingannato dal Topo. Questi, invidioso dell’avvenenza del felino, non lo informò dell’arrivo dell’Imperatore, lasciando spazio al buon Coniglio. Questo aneddoto spiega, secondo la tradizione popolare cinese, la fortissima inimicizia fra gatti e topi.

ZODIACO AZTECO

Il nucleo centrale del complicato Calendario Azteco era un almanacco divinatorio di 260 giorni, costituito da cicli di 20 nomi e di numeri dall’1 al 13.
Sia i nomi che i numeri erano esseri divini e, quando ricorreva il loro giorno comune di dominio, tutta l’umanità era influenzata dalla natura di ciascuno. Ogni 52 anni (cicli che rappresentavano con spighe legati in “fasci”) gli Aztechi si aspettavano la fine del mondo e distruggevano i loro beni terreni.


1. Il segno del Cane

2. Il segno della Casa

3. Il segno del Daga

4. Il segno dell’Erba

5. Il segno dell’Erba

6. Il segno dell’Acqua

7. Il segno della Canna

8. Il segno del Cervo

9. Il segno del fiore

10. Il segno del vento

11. Il segno dell’aquila

12. Il segno dell’ocelot

13. Il segno della pioggia

14. Il segno della scimmia

15. Il segno del coniglio

16. Il segno del serpente

17. Il segno dell’avvoltoio

18. Il segno della lucertola

19. Il segno del terremoto

20. Il segno del coccodrillo.

Curiosi di scoprire il vostro segno Azteco? Basta cliccare qui:
https://www.astrocartomanti.it/zodiaco/oroscopo/azteco/calcola-il-tuo-segno-azteco

ZODIACO DEI PELLEROSSA

Gli antichi prestavano molta attenzione al cielo e alla terra, confidando in schemi ripetuti per sapere quando piantare, raccogliere, viaggiare ecc. I segni e i presagi dal mondo che li circondava, comprese le stelle, influenzavano per estensione ogni aspetto della vita.

1. Oca delle Nevi, che corrisponde al nostro segno Capricorno;

2. Lontra, che corrisponde al nostro segno dell’Acquario;

3. Lupo, che corrisponde al nostro segno dei Pesci;

4. Falco, che corrisponde al nostro segno dell’Ariete;

5. Castoro, che corrisponde al nostro segno del Toro;

6. Cervo, che corrisponde al nostro segno dei Gemelli;

7. Picchio, che corrisponde al nostro segno del Cancro;

8. Salmone, che corrisponde al nostro segno del Leone;

9. Orso, che corrisponde al nostro segno del Vergine;

10. Corvo, che corrisponde al nostro segno della Bilancia;

11. Serpente, che corrisponde al nostro segno dello Scorpione;

12. Gufo, che corrisponde al nostro segno del Sagittario.

Fagiolo Elena, Marucci Sophia, Rebecca Diana Passeri, Tassa Federica, Toti Francesca


Pubblicato in: Binge watching

Il processo ai Chicago 7

Quando ho iniziato questo film, incuriosita dalla storia vera e attirata dal cast, sono quasi andata in tilt: una serie di interviste storiche, la presentazione serrata dei personaggi difficile da seguire, il ritmo incalzante, riferimenti forse troppo puntuali per chi non conosce la storia americana e il suo susseguirsi di politici e rivoluzionari.

La sinistra democratica organizza una manifestazione la Chicago nell’estate del ’68, con una serie di personaggi che si uniscono per non far eleggere l’ennesimo candidato repubblicano e protestare contro la guerra in Vietnam; poi di colpo ci troviamo 5 mesi dopo, col procuratore generale che, per ripicca al sindaco di Chicago, decide di attaccare i manifestanti aderenti al suo partito politico.

Fa quasi ridere che nasca tutto da qui, da uno sgarro, e che questo processo che doveva essere penale non si riveli altro che infimamente politico.

La narrazione rallenta, segue ogni passo di uno dei più grandi processi della storia americana e vediamo finalmente chi sono davvero i personaggi: universitari di sinistra, hippie che cercano la rivoluzione culturale, il capo dei boy scout pacifista che è il padre ideale, due soggetti portati in giudizio solo per incolpare i restanti 5 e il capo delle Pantere Nere, altra carne da aggiungere al fuoco.

Ma la cosa che forse colpisce di più sono le controversie che vengono messe in luce dell’intera istituzione degli Stati Uniti: il ruolo della polizia che ha troppo potere e attacca violentemente manifestanti pacifici, una profonda corruzione nella scala gerarchica degli incarichi politici e poi la completa parzialità del giudice del processo, spiccatamente nazionalista, radicalmente razzista e palesemente ostile nei confronti degli imputati, già considerati colpevoli.

Un film divertente, forte, veritiero, con una regia ottima e una sceneggiatura eccezionale, indubbiamente perché fatto storico (non sono riusciti a infilarci buchi di trama). Cade a pennello nel nostro periodo storico e Netflix- casa di produzione- questo lo sa: per cercare il pubblico mondiale gioca su tutte le contraddizioni dell’America, che spesso non sembra il volto della libertà.

Annalisa Tucciarelli

Pubblicato in: W.A.P.

ICE IN THE WINTER

Song co-reading: Love like that, Lauv

Oggi parliamo di alcuni luoghi da poter visitare durante il periodo invernale. Armiamoci di un giubbotto pesante e scarponi caldi e lasciamoci trasportare dall’immaginazione in uno di questi bellissimi posti. Siete pronti a rotolarvi nella neve e fare splendidi pupazzi? Perché questi luoghi sono il sogno di ogni amante dell’inverno, una stagione in grado di stregare gli occhi con paesaggi innevati e laghi ghiacciati, capace di creare atmosfere romantiche e gioviali.

Cercate tranquillità?
Desiderate abbandonare i vostri problemi e rimanere incantati dallo spettacolo della natura?
Allora il luogo adatto a voi è PAMUKKALE .

Questo luogo, il cui nome turco significa letteralmente ‘castello di cotone’, sorge in prossimità dell’antica città di Hierapolis ed è il posto perfetto per rilassarsi. Qui è possibile trovare delle terme meravigliose, dichiarate patrimonio dell’Unesco. Queste fonti termali sono state create da movimenti tettonici, e l’acqua che ne sgorga è sovrasatura da ioni di calcio ed anidride carbonica. Emergendo perde gran parte di questa anidride e i processi chimici danno luogo alle caratteristiche formazioni, di spessi strati bianchi di calcare e travertino lungo il pendio della montagna. Ciò rende l’area simile ad una fortezza di cotone o ad una cascata di ghiaccio. Esistono pochi luoghi simili a questo, ed alcuni sono le Mammoth Hot Springs negli USA, le terme di Saturnia in Italia e Huanglong nella provincia cinese di Sichuan.

Il Trattamento: L’acqua delle piscine termali di Pamukkale è un elisir benefico; basta immergersi, chiudere gli occhi e rilassarsi, abbandonandosi completamente al suo caldo e dolce abbraccio. È un trattamento semplice ma assolutamente efficace, per riacquistare energia, equilibrio e serenità a contatto con la natura. Ovviamente le acque vengono convogliate nelle piscine e nelle fonti delle strutture termali, moderne che tradizionali, che offrono tante varietà di trattamenti. Queste acque vengono impiegate nel trattamento di disturbi circolatori, digestivi, reumatici, del sistema nervoso e della vista.

Il Panorama: Con foreste minerali, cascate ‘pietrificate’, catelatte, stalattiti e bacini terrazzati il panorama è così fantastico da sembrare surreale, capace di trasportarvi in un sogno e di farvi sentire direttamente in un film natalizio.

SVOLVÆR

Non siete sazi del clima invernale? Allora, se siete disposti a sopportare per un po’ l’olezzo di pesce, preparatevi ad essere catapultati in un posto paradisiaco. Numerosissime casette di pescatori per la loro bellezza vi convinceranno quasi ad abbandonare le vostre vite e vi faranno venir voglia di essere anche voi pescatori per un giorno. Queste abitazioni sono state adattate alla vita turistica, quindi nel caso in cui non foste pronti a rimboccarvi le maniche e ad afferrare pesci potrete comunque soggiornare in tranquillità.
Svolvær è una città nella contea di Nordland, in Norvegia.
Dall’interno vedrete la linea del lago che si trova sotto di voi, o meglio, sotto gli scogli presso cui sono costruite le casette. Di fronte al lago ci sono le montagne, uno stupendo contrasto che trasforma il tutto in una fiaba.
Qui sin dall’antichità viene praticata l’essiccazione del merluzzo e, nonostante la grande affluenza turistica, il commercio resta la fonte di guadagno principale.
Svolvær è anche il punto migliore da cui partire per escursioni via terra e via mare, per fotografare l’aurora boreale, le aquile di mare e i paesaggi dei fiordi.
Zaino in spalla, si parte!




Bracaglia Morante Maria, Marucci Sophia, Passeri Rebecca Diana, Toti Francesca.